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Addio al prof. De Simone, le scoperte che hanno ridisegnato il Vesuvio

Antonio De Simone, il gigante dell’archeologia vesuviana, saluta la scienza e i suoi allievi.

Addio al prof. De Simone, le scoperte che hanno ridisegnato il Vesuvio

L’intero panorama archeologico italiano si è fermato giovedì 29 ottobre, quando è venuto a mancare Antonio De Simone, professore universitario e uno dei massimi esperti di archeologia romana nel territorio vesuviano. All’età di 78 anni, lo storico di Pompei, Ercolano e delle zone settentrionali del Vesuvio ha lasciato un vuoto difficile da colmare, sia sul campo che nella formazione delle nuove generazioni di ricercatori.

Originario di Sant’Anastasia, De Simone ha iniziato la sua carriera sotto la guida di Alfonso de Franciscis per poi insegnare all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. La sua attività si è distinta per l’approccio multidisciplinare: oltre alle tradizionali campagne di scavo, ha promosso progetti di monitoraggio, restauro e cooperazione internazionale, soprattutto con l’Università di Tokyo.

Il percorso professionale: da Pompei a Somma Vesuviana

Le prime stagioni di lavoro di De Simone sono state dedicate alle grandi aree di Pompei e Ercolano, dove ha partecipato a numerose campagne di scavo, tra cui le indagini nella prestigiosa Villa dei Papiri. Tuttavia, è stato il suo intervento sulla Villa Augustea di Somma Vesuviana a segnare una svolta decisiva. Dal 2002, grazie a una collaborazione con l’Università di Tokyo, ha guidato una serie di ricerche che hanno portato alla luce un complesso archeologico di straordinaria importanza, rivelando nuovi aspetti della vita romana nella zona settentrionale del Vesuvio.

Progetti di monitoraggio e tutela del patrimonio

Negli ultimi mesi, De Simone ha diretto un ambizioso progetto di monitoraggio di circa 13.000 ambienti del sito di Pompei, finalizzato a valutarne lo stato di conservazione e a programmare interventi di restauro. Il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha descritto il professore come “un archeologo sul campo fino alla fine, letteralmente”, sottolineando la sua energia inesauribile e la curiosità che lo hanno spinto a confrontarsi costantemente con giovani professionisti.

Le testimonianze e gli omaggi istituzionali

Subito dopo l’annuncio della scomparsa, numerose istituzioni hanno espresso cordoglio. Il Parco Archeologico di Ercolano ha ricordato il contributo di De Simone alla Villa dei Papiri, evidenziando come le sue ricerche abbiano permesso di far emergere zone finora inesplorate. La Soprintendenza di Napoli ha enfatizzato la sua capacità di mantenere viva la ricerca per più di vent’anni, creando un ponte solido tra accademia e territorio.

Il ruolo nella formazione dei giovani archeologi

L’Associazione Nazionale Archeologi (ANA) ha ricordato De Simone come uno dei soci fondatori dell’associazione, capace di coniugare ricerca sul campo, approfondimento scientifico e divulgazione. Generazioni di studenti hanno appreso il metodo dello scavo, della documentazione e dell’analisi dei materiali direttamente nella Villa Augustea, beneficiando della sua esperienza internazionale.

Il noto divulgatore televisivo Alberto Angela ha condiviso un messaggio personale, raccontando come il primo incontro nel 1994 per una puntata di SuperQuark su Pompei abbia acceso in lui la passione per l’antica Roma. “Quella passione e quella preparazione mi colpirono, facendo nascere la miccia dell’interesse per l’antica Roma”, ha scritto, riconoscendo De Simone come guida per tutta la sua carriera di divulgatore.

Il simpatico ricordo del direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini, sul lavoro di De Simone nella cura scientifica del Mosaico di Alessandro Magno, dimostra la versatilità del professore: non solo archeologo, ma anche esperto di restauro, capace di mediare tra restauratori, università e istituzioni per salvare opere di inestimabile valore.

Le funzioni di De Simone nella amministrazione culturale sono state altrettanto importanti. Membro del Consiglio di Amministrazione del MANN dal 2015, ha sostenuto progetti cruciali durante periodi difficili come la pandemia di Covid-19, dimostrando una dedizione costante al bene collettivo.

Domani mattina, alle ore 10, la comunità di Sant’Anastasia onorerà la sua memoria nella cerimonia funebre presso la parrocchia di Sant’Antonio. Una raccolta di affetti, testimonianze e gratitudine conferma che, oltre ai risultati scientifici, Antonio De Simone è stato un punto di riferimento umano e culturale per tutta la Campania.

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