Marina Grande di Capri è spesso teatro di scene concitate: arrivi, partenze, carrelli e file che si intrecciano sul molo principale. La struttura, nata nel 1928 e modellata nel dopoguerra, oggi sopporta volumi di traffico per i quali non era stata pensata; la capacità di gestione è affidata a professionalità come quella degli ormeggiatori e dei comandanti, ma la pressione quotidiana evidenzia limiti strutturali e organizzativi.
Di fronte a questa situazione, l’amministrazione comunale ha avviato interlocuzioni con gli enti competenti per mettere a punto una proposta che coniughi sicurezza, fruibilità e tutela del paesaggio. L’obiettivo è intervenire sulla banchina senza intaccare lo scivolo di alaggio e varo, elemento identitario dell’isola.
La situazione attuale del porto
Il molo di sopraflutto è un punto nevralgico: in alcuni giorni transitano fino a 11mila persone in media, con punte che hanno superato le 14.000 unità. Lo specchio d’acqua tra la banchinella e il molo opposto misura circa 180 metri, uno spazio molto ristretto per le manovre di aliscafi e navi. L’imboccatura del porto è larga circa 100 metri, e i 450 metri di banchina attuali sono sottoposti a flussi ben superiori al progetto originario.
Compagnie e collegamenti
Sull’isola operano principalmente quattro operatori di trasporto marittimo: Snav, Nlg (Navigazione Libera del Golfo), Caremar e Alicost, quest’ultima concentrata sui collegamenti con la Costiera. I percorsi comprendono Napoli, Sorrento, Castellammare, Positano, Amalfi, Salerno e Ischia, generando un traffico costante e spesso concentrato nelle stesse fasce orarie.
Problemi ricorrenti e proposte passate
Nel corso degli anni sono state avanzate diverse soluzioni tecniche per separare flussi e migliorare la gestione: una sopraelevata per dividere gli ingressi e le uscite, sistemi di accesso alternato e persino ipotesi di numero chiuso. Molte proposte non hanno ottenuto il via libera della Sovrintendenza per l’impatto sul paesaggio e sul patrimonio identitario dell’isola, e così l’organizzazione del porto è rimasta sostanzialmente invariata.
Il progetto respinto e il finanziamento
Qualche anno fa la Regione aveva predisposto un progetto da 8 milioni di euro per ampliare le aree di transito e creare spazi più sicuri per i passeggeri, con interventi che includevano anche la parziale eliminazione dello scivolo. Dopo numerosi incontri con la Sovrintendenza e la Capitaneria di Porto, il piano non ha trovato le giuste convergenze e non è stato realizzato: l’esperienza ha insegnato che servono interlocuzioni preliminari più solide.
La nuova strategia del Comune
Il sindaco Paolo Falco ha deciso di ripartire proprio dal dialogo con la Sovrintendenza per evitare ripetizioni degli errori passati. L’intento dichiarato è presentare una soluzione che preveda l’allargamento dei moli in modo mirato, salvaguardando lo scivolo di alaggio e varo per la sua rilevanza identitaria e paesaggistica. Accanto agli interventi strutturali, il Comune punta anche a razionalizzare gli orari di sbarco per ridurre i picchi e migliorare i flussi.
Priorità: sicurezza e razionalizzazione
Secondo l’amministrazione, i lavori devono essere pensati soprattutto per aumentare la sicurezza dei passeggeri e non per incrementare il numero di sbarchi. A supporto delle proposte è stato commissionato uno studio che quantifica i flussi e indica possibili soluzioni operative per evitare affollamenti simultanei.
Impatto turistico e pressione sui servizi
Il pienone alberghiero confermato da Federalberghi mette in evidenza un paradosso: l’offerta ricettiva trae beneficio dall’afflusso, ma la tenuta dei servizi locali mostra cedimenti. I problemi non riguardano solo il porto: in tutta la penisola si registrano tensioni legate alla gestione dei flussi turistici, dalla prenotazione delle spiagge alle code ai siti di attrazione.
Per affrontare la stagione con maggiore ordine serve una strategia integrata che combini interventi infrastrutturali, regole di accesso e coordinamento tra enti: solo così sarà possibile garantire sicurezza, tutela del territorio e un’accoglienza degna dell’immagine dell’isola.