27 ottobre 2026 ☀ 16°

Cremona conquista il 4° posto nella classifica nazionale di sostenibilità

Cremona sale al quarto posto nella classifica nazionale di sostenibilità, ma resta attenta a qualità dell’aria e adattamento climatico.

Cremona conquista il 4° posto nella classifica nazionale di sostenibilità

Durante una mattinata a Roma, alla sala convegni della libreria Spazio Sette, è stato ufficializzato il risultato del Ecosistema Urbano 2026, il rapporto congiunto di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio, e l’assessora all’Ambiente, Simona Pasquali, hanno ricevuto la comunicazione del quarto posto a livello nazionale, un balzo notevole rispetto al 47° posto registrato dieci anni fa.

Cremona conquista il quarto posto: le leve del successo

Il posizionamento di Cremona si fonda su tre pilastri fondamentali: la percentuale di raccolta differenziata, l’estensione delle infrastrutture ciclabili e il patrimonio arboreo cittadino. L’assessora Pasquali ha sottolineato che la città è al secondo posto nazionale per numero di alberi e per la rete di piste ciclabili, risultati frutto di politiche avviate nei precedenti consigli comunali e proseguiti con decisione dall’attuale amministrazione. “Questi dati non sono solo numeri, ma testimonianze di un percorso di vivibilità e salute per i cittadini”, ha dichiarato Pasquali.

Qualità dell’aria e sfide rimaste

Nonostante i risultati positivi, il sindaco Virgilio ha ricordato che la qualità dell’aria resta una delle principali criticità per Cremona e per l’intera Pianura Padana. Eventi meteorologici estremi avvenuti quest’estate hanno evidenziato l’urgenza di investire in strategie di adattamento climatico e di riduzione del rischio idrogeologico. Virgilio ha invitato a interventi strutturali che coinvolgano tutti i livelli istituzionali, dal Comune alle regioni, per affrontare in modo coordinato la sfida dell’inquinamento atmosferico.

Il dibattito nazionale: un tavolo di amministratori

Il dibattolo, moderato dal giornalista Giacomo Bagnasco, ha riunito una ventina di rappresentanti istituzionali: il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani; il sindaco di Mantova, Andrea Murari; il sindaco di Bolzano, Claudio Corrarati; il vicesindaco di Firenze, Paola Galgani; e vari assessori all’Ambiente di Milano, Roma, Genova, Trento e Pordenone. Il confronto ha messo in luce le buone pratiche di città come Cremona, ma anche le difficoltà che molte amministrazioni incontrano nel trasformare i piani in azioni concrete, soprattutto per quanto riguarda la riduzione del consumo di suolo e la gestione delle emergenze climatiche.

Il quadro nazionale: dalla Lombardia al Sud

Nel medesimo report, altre capitali provinciali mostrano performance molto divergenti. Mantova domina la graduatoria con l’81,29% di “performance sostenibile”, seguita da Trento (76,53%) e Bolzano (75,47%). Al quarto posto vi è Cremona con il 74,77%, mentre Reggio Emilia, Bergamo e Parma completano la top-ten del Nord-Est. Al sud, Napoli chiude al 106° posto con un indice del 30,80%, seguita da Crotone (101°), Caserta (99°) e Palermo (96°). Tra le città abruzzesi, Pescara raggiunge il 62° posto, Teramo il 68°, L’Aquila il 78° e Chieti l’83°, indicando una posizione medio-bassa nella classifica nazionale.

Le priorità per il futuro di Cremona

Alla luce dei risultati, il Comune di Cremona intende puntare su quattro assi strategici: aumentare gli stanziamenti per la mobilità sostenibile, potenziare il piano di adattamento climatico (Pnacc), introdurre misure contro il consumo di suolo e sviluppare soluzioni basate sulla natura (nature-based solutions). Virgilio ha concluso ribadendo che il quarto posto è un incentivo, non un traguardo definitivo, e che la città continuerà a lavorare per migliorare l’aria pulita, la gestione delle acque e la resilienza urbana.

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