Il 2 luglio la terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli di Napoli ha assistito al decesso di Francesca Tucci, studentessa di Giurisprudenza presso l’Università Parthenope, ventiquattroenne affetta da sindrome di Wilkie una rara patologia di compressione duodenale.
Francesca era già stata operata il 29 giugno in regime di intramoenia, a seguito di una diagnostica complessa svolta anche a Roma e Milano. Il successivo intervento, programmato per il 1 luglio, è stato eseguito nonostante, già nelle prime ore della giornata, i valori clinici indicassero un improvviso peggioramento dello stato di salute.
Una giornata di segnali d’allarme ignorati
Secondo quanto evidenziato dagli avvocati della famiglia, la cartella clinica del primo luglio mostrava, fin dal mattino, parametri anomali che avrebbero dovuto indurre a un intervento immediato. Quei “campanelli d’allarme”, tuttavia, non sono comparsi nella relazione redatta dai periti nominati dalla Procura. La giovane è stata condotta in sala operatoria solo nel tardo pomeriggio, quando le condizioni erano già critiche.
Il collegio medico-legale incaricato di assistere la famiglia ha confermato la presenza di tutti i referti, ma rileva che la consulenza della Procura non ne ha tenuto conto, creando una narrazione divergente rispetto ai dati documentati.
Le contestazioni della difesa e le richieste di nuovo accertamento
L’avvocato Francesco Petruzzi, difensore della famiglia Tucci, ha sottolineato che la perizia omette deliberatamente i valori clinici più critici, impedendo di rispondere alla domanda chiave: perché, con tali segnali, si sia atteso fino al pomeriggio per operare? La stessa questione era stata sollevata dal Pubblico Ministero nei confronti dei periti.
Il ruolo della perizia della Procura
La relazione dei consulenti pubblica che l’indicazione chirurgica era corretta, l’esecuzione dell’intervento adeguata e la gestione post-operatoria priva di errori, attribuendo la causa della morte a una pancreatite acuta emorragica con insufficienza multiorgano. La difesa contesta questa conclusione, affermando che la mancanza di una valutazione tempestiva delle complicanze è stata determinante.
Petruzzi ha quindi depositato, il 12 ottobre, una memoria in Procura evidenziando le presunte lacune della consulenza. Ha invocato il diritto della difesa a stimolare il PM a chiedere un incidente probatorio dinanzi al giudice delle indagini preliminari, per consentire la nomina di un nuovo collegio peritale, possibilmente fuori regione.
Parallelamente, la direzione del Cardarelli ha avviato verifiche interne, mentre il padre di Francesca, Vincenzo Tucci, ha organizzato una fiaccolata ad Afragola il 15 ottobre per chiedere giustizia.



