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Fermati tre indiziati e arrestato un uomo all’alba dopo la rissa a Montesanto

Tre persone, tra cui Emanuele Iaccarino, sono state fermate per la violenta rissa con spari in piazzetta Montesanto a Napoli; all’alba di oggi è stato arrestato anche Gianluca Calvanese e sequestrato un AK-47 sotto un’auto.

Fermati tre indiziati e arrestato un uomo all’alba dopo la rissa a Montesanto

Una violenta rissa conclusasi con colpi d’arma da fuoco ha portato, ieri sera a un intervento coordinato degli investigatori a piazzetta Montesanto, nei pressi della stazione Cumana a Napoli. Le immagini riprese e i video circolati sui social hanno accelerato le indagini della Squadra Mobile che ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia.

In totale sono state fermate tre persone, tra le quali è emerso in modo chiaro il ruolo di alcuni protagonisti: Emanuele Iaccarino indicato come l’uomo che imbracciava un fucile mitragliatore, e Giuseppe Triuolo identificato come colui che ha esploso due colpi di pistola in aria. Nelle operazioni successive, questa mattina e all’alba di oggi è stato anche arrestato un quarto uomo coinvolto nelle indagini, Gianluca Calvanese (38 anni).

Sequestro dell’AK-47 e ricostruzione dei movimenti in piazzetta Montesanto

Durante i primi accertamenti i poliziotti hanno rinvenuto, occultato sotto un’autovettura parcheggiata a breve distanza dalla piazza, un fucile mitragliatore AK-47 Kalashnikov completo di doppio caricatore rifornito, successivamente sequestrato. L’arma lunga era stata poco prima impugnata da uno dei partecipanti alla colluttazione e le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza hanno permesso di seguirne i movimenti tra la folla.

Le immagini mostrano come, al termine della colluttazione, uno degli uomini si sia aggirato per la piazza con il Kalashnikov in pugno, mentre altri presenti tentavano di dissuaderlo o tenerlo a distanza. In parallelo, secondo la ricostruzione degli investigatori, un altro soggetto ha recuperato una pistola dall’autovettura a lui in uso e ha esploso due colpi in aria, creando panico tra i passanti. Questi elementi sono stati fondamentali per la qualificazione dei reati contestati: rissadetenzione e porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico aggravati dalle modalità che hanno indotto gli uffici inquirenti a richiedere il fermo.

Video e segnalazioni decisive per le identificazioni

La combinazione di filmati dei sistemi di videosorveglianza e di video amatoriali ha offerto riscontri puntuali sui singoli ruoli. In particolare, le immagini hanno permesso di attribuire a Giuseppe Triuolo l’azione di aver esploso i colpi di pistola in aria e a Emanuele Iaccarino il gesto di impugnare il fucile d’assalto. La donna coinvolta nel provvedimento di fermo è stata individuata come Arianna Rossetti che gli inquirenti ritengono abbia provveduto a nascondere la pistola usata poco prima dai protagonisti dello scontro.

Blitz all’alba, arresto e perquisizioni

Le attività investigative, coordinate dalla Procura Distrettuale Partenopea non si sono concluse con i primi fermi. Questa mattina la Polizia di Stato ha effettuato perquisizioni mirate che hanno portato all’arresto di Gianluca Calvanese (38 anni). Nel corso della perquisizione nella sua abitazione è stata rinvenuta una pistola calibro 9 clandestina, nascosta nella stanza da letto, e sequestrata dagli agenti della Squadra Mobile.

Le contestazioni mosse agli indagati sono legate ai fatti concretamente accertati sul posto: la partecipazione alla rissa, la detenzione e il porto di armi usate o occultate e gli spari esplosi in un luogo pubblico frequentato. L’assetto dell’inchiesta fa leva su elementi filmati e materiali sequestrati, che costituiscono gli indizi raccolti dalla polizia nell’immediatezza degli eventi.

Questioni ancora aperte sull’origine delle armi

Restano da chiarire molteplici aspetti, a partire dall’origine delle armi e dal movente che ha scatenato la rissa. Al momento gli atti processuali ufficiali non collegano in modo conclamato i fermati a strutture di malavita organizzata; rimane però l’interrogativo su come siano stati reperiti e usati armi dalla potenziale letalità di un Kalashnikov in un contesto pubblico affollato.

Le autorità proseguiranno le attività investigative per ricostruire compiutamente relazioni, responsabilità e responsabilità penali; intanto le misure adottate dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia hanno portato al sequestro delle armi e ai provvedimenti restrittivi nei confronti delle persone ritenute più direttamente coinvolte.

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