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Arrestato il 36enne con il mitra a Montesanto: ecco cosa è successo

Una serata di terrore a Napoli: spari, risse e un kalashnikov in piazzetta Montesanto. Fermato un 36enne con precedenti per rapina

Arrestato il 36enne con il mitra a Montesanto: ecco cosa è successo

Una serata di terrore ha scosso il cuore di Napoli lunedì sera. In piazzetta Montesanto a pochi passi dall’Ospedale Vecchio Pellegrini e dalla Stazione Circumflegrea si è consumata una scena da film d’azione che ha lasciato tutti senza fiato. Tra spari, risse e un kalashnikov impugnato in mezzo alla folla, la polizia è intervenuta per fermare la spirale di violenza.

La situazione è degenerata rapidamente: da una semplice lite tra alcune persone, si è passati a una vera e propria stesa termine usato dalla criminalità organizzata per indicare una dimostrazione di forza con raffiche di arma da fuoco. Un giovane, con il volto coperto da un cappuccio e un cappello, ha fatto la sua comparsa impugnando un kalashnikov seminando il panico tra i presenti.

L’arresto del 36enne con precedenti per rapina

La polizia ha fermato un 36enne, Emanuele Iaccarino con precedenti per rapina. Il giovane è stato interrogato dalla Squadra Mobile e difeso dall’avvocato Ciro Arino. Secondo gli investigatori, Iaccarino sarebbe l’uomo ripreso nei video che circolano sui social mentre impugna il mitra. È stato tradotto in cella con l’accusa di porto di armi e legami con la camorra.

Le immagini che hanno fatto il giro del web

I video che hanno documentato l’accaduto sono diventati virali in poche ore. Le immagini mostrano chiaramente il momento in cui il giovane con il kalashnikov cammina tra la folla, esplodendo alcuni colpi. La scena è stata definita dagli investigatori una stesa una dimostrazione di forza tipica della criminalità organizzata. Le immagini mostrano anche il momento in cui alcune persone cercano di allontanare il giovane dalla piazza, ormai trasformata in una scena del crimine.

Un’arma da guerra nel cuore di Napoli

L’uso di un kalashnikov un’arma da guerra, ha rappresentato uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda. Secondo le indagini, il fucile d’assalto sarebbe stato sequestrato dagli investigatori. L’arma era nascosta sotto un’auto in sosta, ma è stata trovata e confiscata nel giro di poche ore.

L’episodio si inserisce in una sequenza di violenze concentrate nello stesso quadrante della città, tra la PignaseccaMontesanto e i Quartieri Spagnoli. È il quinto episodio con esplosioni di colpi d’arma da fuoco registrato in pochi giorni in un fazzoletto di terra del centro storico. Giovedì scorso, intorno all’una di notte, sei bossoli calibro 7,65 erano stati trovati in via Laura Mancini Oliva dopo una segnalazione di spari. La notte precedente, in via San Carlo alle Mortelle altri colpi erano stati esplosi in aria da ignoti in sella a uno scooter: i carabinieri avevano sequestrato quattro bossoli calibro 9.

Le indagini della Squadra Mobile

La Squadra Mobile coordinata dalla Procura di Napoli sta verificando eventuali legami tra le recenti stese e le dinamiche criminali che interessano l’area del centro cittadino. Gli investigatori stanno ricostruendo ruoli, responsabilità e movente dell’escalation culminata con l’impiego di un’arma da guerra nel cuore della città.

L’inchiesta dovrà ora chiarire se i diversi fatti siano collegati. È uno degli aspetti sui quali si concentrano gli accertamenti della Squadra Mobile. Gli investigatori stanno verificando eventuali legami tra le recenti stese e le dinamiche criminali che interessano l’area del centro cittadino, già teatro, ad aprile, di un analogo picco di tensione con due sparatorie ravvicinate nei Quartieri Spagnoli, dove la polizia sequestrò complessivamente undici bossoli.

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