26 Maggio 2026 ☀ 23°

Rilasciato ai domiciliari il 36enne fermato con cocaina a Portamedina

Un controllo del Commissariato Montecalvario ha portato al ritrovamento di oltre 200 grammi di cocaina; il giudice ha poi concesso i domiciliari su richiesta della difesa

Rilasciato ai domiciliari il 36enne fermato con cocaina a Portamedina

Un intervento di polizia nella zona della Pignasecca si è concluso con l’arresto di un uomo, ma con un esito processuale che ha ribaltato la misura cautelare iniziale. La vicenda coinvolge Antonino Miccichè, 36 anni, fermato mentre era a bordo di uno scooter nei pressi di via Rosario, a Portamedina, dagli agenti del Commissariato Montecalvario. Il controllo, reso complesso da un tentativo di eludere la pattuglia, ha portato comunque al fermo e al successivo rinvenimento di sostanze e denaro.

Nel corso della perquisizione personale gli operatori hanno recuperato un involucro contenente una quantità rilevante di sostanza stupefacente, oltre a banconote di diverso taglio. L’accusa contestata è quella di detenzione illecita di sostanze stupefacenti, con conseguente avvio del procedimento e celebrazione dell’udienza di convalida che ha deciso le sorti immediate dell’indagato.

Il fermo e gli esiti della perquisizione

Secondo il rapporto delle forze dell’ordine, il controllo del mezzo è avvenuto in un’area nota per la presenza di traffici illegali. Il conducente, alla vista della pattuglia, ha cercato di sottrarsi al controllo, ma è stato bloccato pochi istanti dopo. Durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto un involucro contenente oltre 200 grammi di cocaina e la somma di 195 euro in contanti, elemento che ha consolidato l’ipotesi di detenzione ai fini di spaccio. Questi elementi hanno quindi motivato l’arresto e la segnalazione all’autorità giudiziaria competente.

Le modalità dell’intervento

L’azione del Commissariato Montecalvario è stata caratterizzata da un rapido dispiegamento degli agenti che, dopo l’iniziale tentativo di fuga, hanno proceduto con il controllo del mezzo e la successiva perquisizione. L’uso di un controllo mirato in luoghi sensibili come via Rosario rappresenta una prassi consolidata per contrastare la circolazione di stupefacenti; in questo caso il ritrovamento della sostanza ha confermato i sospetti iniziali e ha portato all’immediato arresto dell’indagato.

Udienza di convalida e decisione del giudice

All’udienza di convalida l’impianto accusatorio è stato valutato alla luce delle argomentazioni della difesa. L’avvocato Davide Della Piera ha contestato la richiesta del pubblico ministero che mirava al carcere, sostenendo che le condizioni del caso non giustificassero la custodia cautelare in carcere. La strategia difensiva ha quindi puntato a dimostrare l’insussistenza dei presupposti per la misura più grave, proponendo invece misure cautelari meno afflittive.

La concessione dei domiciliari

Il giudice, valutate le ragioni della difesa, ha accolto la tesi secondo cui il carcere non fosse necessario in questa fase processuale, disponendo quindi che l’imputato fosse posto agli arresti domiciliari. Tale decisione ha prodotto l’immediata scarcerazione di Miccichè, pur in presenza dell’accusa di detenzione di stupefacenti. Nel provvedimento sono normalmente indicate eventuali prescrizioni e limiti alla libertà personale che il soggetto dovrà rispettare durante il periodo domiciliare.

Implicazioni legali e contesto locale

La vicenda solleva questioni tipiche dei procedimenti per droga: l’accertamento del fine di spaccio vs. uso personale, la rilevanza della quantità sequestrata e l’adeguatezza delle misure cautelari. La nozione di detenzione illecita di sostanze stupefacenti viene qui applicata in base al peso della sostanza e agli elementi raccolti dagli agenti, mentre la scelta del giudice riflette un bilanciamento tra esigenze cautelari e garanzie individuali. A livello locale, operazioni come questa si inseriscono in una strategia più ampia di contrasto alle piazze di spaccio.

Effetti sul tessuto urbano

In quartieri come la Pignasecca e zone limitrofe come Portamedina, episodi di controllo e arresto hanno un impatto anche simbolico: ribadiscono l’attenzione delle forze dell’ordine e alimentano il dibattito pubblico su sicurezza e politiche di prevenzione. Le misure cautelari adottate dai giudici, dal carcere ai domiciliari, sono spesso al centro di valutazioni che coinvolgono magistratura, difesa e opinione pubblica.

Parallelamente alla vicenda di Miccichè, è stata riportata un’altra decisione giudiziaria relativa al clan Bosti: secondo quanto emerso, il Riesame avrebbe confermato la permanenza in custodia di un esponente indicato come “Patrizio junior”. Si tratta di fatti distinti ma che contribuiscono a delineare un panorama giudiziario impegnato sul fronte della criminalità organizzata e del traffico di stupefacenti.

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