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Finto controllo a Gianturco: tre agenti in manette e 90mila euro scomparsi

Il primo settembre scorso, a Gianturco, tre agenti della sezione antirapina hanno fermato un corriere di denaro sotto indagine: 90mila euro sono stati prelevati dall'auto e non sono mai stati ritrovati. Le indagini della Dda di Napoli, avviate dopo accessi sospetti al sistema informatico e riprese nascoste, hanno portato agli arresti di L.O., G.V. e P.C.

Finto controllo a Gianturco: tre agenti in manette e 90mila euro scomparsi

Il primo settembre scorso a Gianturco una sequenza di eventi ha trasformato un fermo stradale in una vicenda giudiziaria: tre agenti appartenenti alla sezione antirapina della Squadra Mobile di Napoli hanno effettuato un controllo su un uomo che aveva appena lasciato un centro commerciale, prelevando dalla sua auto 90.000 euro. Quella somma non è mai stata recuperata e, a distanza di mesi, gli stessi agenti — identificati come L.O.G.V. e P.C. — sono stati posti in carcere.

Gli arresti dei tre agenti e il ruolo della Dda di Napoli

Il provvedimento cautelare è scattato al termine di un’operazione coordinata dall’ufficio della Squadra Mobile guidato dal primo dirigente Mario Grassia. I tre poliziotti, difesi dall’avvocato penalista Giuseppe De Gregoriosono chiamati a rispondere davanti al gip del Tribunale di Napoli di accuse che includono estorsione e accesso abusivo al sistema informatico delle forze di polizia. Le indagini sono collegate a una più ampia attività della Dda di Napoli sui presunti flussi illeciti di denaro legati ad operazioni di riciclaggio.

Le indagini preliminari e gli elementi raccolti

Gli investigatori hanno ricostruito che, lo scorso 26 agostoprima del finto blitz, erano stati effettuati accessi al sistema informatico con target specifici. In particolare, sarebbero state acquisite informazioni su un individuo identificato come M.A.che risulta coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio coordinata dai pm Cristina Curatoli e dall’aggiunto Michele Del Prete. Secondo l’accusa, M.A. fungeva da corriere per spostare denaro collegato ad aziende che operano nel trattamento dei rifiuti e ad altre società cartiere utilizzate per movimentare capitali.

Il sequestro simulato, la telecamera nascosta e la sparizione del denaro

Nel corso del finto controllo, i tre agenti avrebbero bloccato l’auto di M.A., intimandogli con toni duri di consegnare il denaro: “dacci i soldi, sappiamo che li tieni“. Quella scena è stata ripresa da una telecamera nascosta e risulta nelle intercettazioni ambientali disposte nell’ambito dell’inchiesta per riciclaggio. Nonostante la registrazione del gesto, i 90.000 euro non sono mai stati recuperati e il sequestro non è mai stato formalizzato.

Accessi al sistema e sospetti su altre attività illecite

Le indagini fanno emergere un quadro in cui l’accesso a dati riservati della polizia sarebbe stato sfruttato per orientare azioni operative illegittime. Gli inquirenti ipotizzano che siano stati compiuti accessi differenti con target diversificati, il che apre il sospetto che possano esserci altri soggetti attenzionati impropriamente o altre operazioni analoghe non ancora emerse. Questa dinamica richiama, nelle intercettazioni e nella ricostruzione investigativa, il problema dell’uso improprio di informazioni sensibili come merce di scambio.

Il contesto investigativo è quello di traffici che sfruttano società apparentemente legittime: operatori che, almeno sulla carta, si occupano di smaltimento rifiuti o commercio internazionale, servirebbero a riciclare capitali provenienti da attività illecite. Nell’inchiesta sono ricostruite pratiche come fatturazioni fittizie e passaggi di denaro attraverso catene societarie complesse, strumenti tipici del riciclaggio che i pm stanno valutando.

Il procedimento prosegue con gli interrogatori davanti al gip del Tribunale di Napolidove L.O., G.V. e P.C. dovranno fornire la loro versione dei fatti. Intanto, l’episodio di Gianturco è ormai al centro di un filone investigativo che riguarda sia la gestione operativa di controlli sia la protezione delle banche dati delle forze dell’ordine.

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