Il Forum della Famiglia e della Natalità, inserito nella manifestazione “Tutto Sposi” al centro congressi di Mostra d’Oltremare a Napoli, ha riunito amministratori, accademici e rappresentanti degli Ordini professionali per affrontare la grave crisi demografica che l’Italia sta vivendo. Il dibattito, giunto alla sua conclusione, ha posto al centro della discussione tre pilastri tradizionali del progetto familiare: la casa, il lavoro e il welfare. I dati recenti mostrano che l’Italia è uno dei paesi europei con il più basso tasso di nascite, un fenomeno che ha implicazioni profonde per il futuro economico e sociale del Paese.
Il panorama demografico italiano e i dati PwC
Un’analisi commissionata da PwC ha mappato l’evoluzione delle famiglie italiane negli ultimi dieci anni. Il risultato è preoccupante: il 65,5% delle famiglie è composto da una o due persone, rispetto al 58,2% del 2015. Inoltre, il numero di genitori soli ha superato i tre milioni, segno di una rete familiare sempre più frammentata. La fecondità è scesa a 1,14 figli per donna, ben al di sotto della media europea (2,4) e persino di Paesi come la Germania (1,6). Nonostante questo andamento, la spesa pubblica dedicata a famiglie e minori resta inferiore alla media UE, con solo l’1,65% del PIL destinato a queste categorie, quasi interamente sotto forma di bonus e trasferimenti.
Famiglie più piccole e carenza di servizi
Il rapporto evidenzia una disparità marcata nella disponibilità di servizi per l’infanzia: nel Mezzogiorno esistono circa 21 posti per 100 bambini, quasi la metà della media nazionale. Tale carenza, unita a un investimento nel welfare molto limitato (solo lo 0,19% del PIL per i servizi, contro l’1,64% tedesco), rende più difficile per le coppie giovani immaginare un futuro con figli. La conclusione è chiara: la mancanza di una rete di sostegno efficace incide negativamente sulle scelte riproduttive.
Il dibattito di Napoli: le voci al tavolo
Tra gli interventi più incisivi vi è quello di Andrea Morniroli, assessore della Regione Campania, che ha sottolineato come la contrazione demografica non sia solo un problema locale, ma una tendenza europea. Emanuela Ferrante, assessora del Comune di Napoli, ha evidenziato la necessità di riformare il vecchio “piano casa” del 1956, ormai inadeguato per le giovani coppie. L’ex parlamentare Italo Bocchino ha ricordato che il modello di welfare attuale non risponde più alle esigenze di famiglie più piccole e spesso sole.
Il sociologo Luigi Caramiello dell’Università Federico II ha aggiunto che il declino della rete familiare amplifica il fabbisogno di servizi pubblici, ma la risposta statale rimane insufficiente. L’Ordine degli Avvocati di Napoli ha poi sottolineato l’importanza di una tutela giuridica più efficace per i genitori, soprattutto per i lavoratori a tempo determinato.
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha portato alla luce dati Istat che mostrano la sua provincia come quella campana con la più alta media di età (47,1 anni) e una fertilità di 1,14 figli per donna. Mastella ha affermato che “il modello di welfare non è più adeguato” e ha rimarcato la necessità di un nuovo piano abitativo capace di supportare le giovani coppie. Sua moglie, Sandra Lonardo, ha inserito un punto di vista più personale, invitando le donne a valorizzare i legami familiari con rispetto, amore e impegno.
Il magistrato e ex parlamentare Luigi Bobbio ha puntato il dito sull’insufficiente copertura economica del welfare, ricordando le proposte del professor Ciro Tarantino per un sistema più universalistico, ma ha osservato che le risorse attuali non possono soddisfare tali ambizioni. Infine, la assessora Chiara Marciani del Comune di Napoli ha sottolineato che l’amministrazione deve puntare a rendere universale l’offerta di servizi, sfruttando la finestra temporale indicata dallo stesso Tarantino per agire a favore dei giovani.
Le sfide individuate: casa, lavoro e welfare
Oltre ai dati, il dibattito ha identificato tre ostacoli fondamentali alla natalità. Annamaria Bernardini De Pace, avvocato e presidente onorario del forum, ha dichiarato che le famiglie hanno bisogno di una casa stabile, di un lavoro sicuro e di un welfare che non si limiti a bonus episodici. Ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di considerare la natalità non solo un “diritto” individuale, ma anche un “dovere” collettivo.
Il vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, Annamaria Colao, ha introdotto la componente salute: stili di vita poco salutari, alimentazione scorretta, mancanza di esercizio e consumo di sostanze nocive riducono la fertilità. Secondo lei, “per avere figli sani è necessario che i genitori siano sani”.
La presidente della V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale regionale, Loredana Raia, ha proposto un “New Deal” sociale, capace di rispecchiare le esigenze delle nuove generazioni, con un’attenzione particolare alla rete di supporto che deve tornare a includere il ruolo dei padri. Buti ha ribadito l’importanza di coinvolgere i padri nei progetti educativi per riequilibrare il carico di cura ancora sproporzionato sulle donne.
Il senatore Gianluca Cantalamessa ha offerto una prospettiva diversa, sostenendo che il calo delle nascite è più legato alla perdita del “sogno” e al valore attribuito al lavoro manuale che alla mera povertà economica. Secondo lui, la generazione attuale è cresciuta in un contesto in cui i lavori tradizionali sono percepiti come poco attrattivi, contribuendo al rinvio della scelta di avere figli.
Infine, i dati di PwC hanno mostrato che, sebbene l’83,7% delle donne tra i 25 e i 34 anni desideri la maternità, solo il 26,2% riesce a realizzare il proprio progetto. La paura di un impatto negativo sulla carriera è condivisa da quasi la metà delle donne intervistate, mentre gli uomini manifestano preoccupazioni in misura minore.
Il Forum di Napoli ha dipinto un quadro complesso: una popolazione che desidera ancora figli, ma ostacolata da una rete di servizi insufficiente, da case inaccessibili e da un mercato del lavoro che non garantisce stabilità. Le proposte avanzate – dal nuovo piano abitativo al potenziamento del welfare universalistico – rappresentano un punto di partenza per una discussione che dovrà proseguire nei prossimi mesi, con l’obiettivo di invertire la tendenza demografica al ribasso.



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