Nel tardo pomeriggio un Canadair è rimasto immobilizzato sulla pista dell’aeroporto di Napoli Capodichino a causa di un guasto al carrello. Il velivolo si è arrestato intorno alle 17.30 circa senza provocare feriti né danni evidenti, ma la sua posizione ha reso necessaria la chiusura temporanea dello scalo sia agli arrivi sia alle partenze.
La gestione dell’aeroporto, rappresentata dalla Gesac ha coordinato le operazioni di rimozione che sono durate oltre due ore con l’attività di volo sospesa fino a pochi minuti dopo le 20 quando le procedure di sgombero si sono concluse e la pista è stata riaperta al traffico.
Impatto sui voli in partenza: cancellazioni e riprogrammazione
La presenza del Canadair sulla pista ha reso impossibile il normale svolgimento delle partenze, con conseguente cancellazione di nove voli in partenza. Durante la sospensione delle operazioni molti passeggeri hanno dovuto attendere comunicazioni dalle compagnie aeree, mentre gli operatori di terra hanno lavorato per riorganizzare i piani di volo. La chiusura forzata ha complicato le procedure di imbarco e check-in, e ha richiesto la rimodulazione delle risorse operative per gestire i passeggeri coinvolti.
Gestione passeggeri e comunicazioni
In assenza di pericoli per l’incolumità delle persone, l’attenzione si è concentrata sulla logistica: informazioni sui rimborsi, alternative per raggiungere le destinazioni e assistenza ai viaggiatori in transito. Le compagnie e il personale dell’aeroporto hanno dovuto attivare canali di comunicazione rapidi per aggiornare chi era in partenza e limitare il disagio creato dalla chiusura temporanea dello scalo.
Dirottamenti e scali alternativi per gli arrivi
Gli arrivi programmati verso Napoli sono stati interessati da un piano di emergenza: undici voli in arrivo sono stati dirottati verso aeroporti vicini come FiumicinoBari e Salerno. Queste manovre hanno richiesto la cooperazione tra i vari scali e le autorità del controllo del traffico aereo per gestire l’incremento temporaneo di voli in arrivo e garantire atterraggi sicuri.
Il dirottamento su scali alternativi ha comportato tempi di viaggio più lunghi per molti passeggeri e la necessità di servizi di collegamento per raggiungere la destinazione finale. Le procedure di assistenza a terra in quegli aeroporti sono state messe in atto per supportare i viaggiatori con informazioni e servizi di trasferimento.
Tempi e riapertura della pista
Le operazioni di rimozione dell’aeromobile, coordinate dalla Gesac si sono protratte per oltre due ore e sono terminate solo pochi minuti dopo le 20 momento in cui la pista è stata riaperta e il traffico è ripreso in modo graduale. L’intervento ha richiesto mezzi specifici e personale specializzato per rimettere in sicurezza l’area di movimento e verificare l’idoneità della pista al ritorno all’operatività.
Con la riapertura, le operazioni di volo hanno iniziato a normalizzarsi anche se sono possibili ritardi residui mentre le compagnie riallineano gli slot e completano le procedure di riprogrammazione dei voli cancellati.
Il blocco del Canadair a Napoli ha dimostrato quanto la presenza di un singolo velivolo in una zona critica della pista possa avere ripercussioni immediate sull’intero sistema aeroportuale: dalla gestione dei passeggeri alle manovre di controllo del traffico aereo, fino alla necessità di coordinamento tra scali per assorbire i voli dirottati.



