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Indagine su Maleventum: fondi per migranti usati per soggiorni e accessori di marca

Un'inchiesta contabile rileva che risorse pubbliche destinate ai richiedenti protezione internazionale sarebbero state sottratte e impiegate per spese personali, con un danno stimato di 1,3 milioni di euro e inviti a dedurre per otto coinvolti.

Indagine su Maleventum: fondi per migranti usati per soggiorni e accessori di marca

Un’operazione contabile e giudiziaria ha messo sotto lente d’ingrandimento la gestione di fondi pubblici destinati all’accoglienza dei migranti nel territorio campano. Le verifiche condotte dalla Guardia di Finanza di Benevento e dalla Procura regionale per la Campania della Corte dei conti hanno portato alla notifica di inviti a dedurre nei confronti di otto persone, tra cui amministratori del consorzio e funzionari pubblici, per un presunto danno erariale di 1,3 milioni di euro.

Origine dell’inchiesta e soggetti coinvolti

L’azione della magistratura contabile prende avvio dalla trasmissione degli atti, avvenuta nel dicembre 2018, collegati a un procedimento penale che si è poi concluso con una condanna pronunciata dal tribunale di Benevento il 21 aprile. Tra i destinatari degli inviti a dedurre figurano Paolo Di Donato, indicato come amministratore di fatto e dominus del Consorzio Maleventum, e gli amministratori e rappresentanti legali che hanno ruotato attorno all’ente tra il 2014 e il 2018: Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro.

Funzionari della Prefettura sotto accusa

Le contestazioni toccano anche ex dipendenti della Prefettura di Benevento: in particolare sono coinvolti Felice Panzone, ex funzionario responsabile della gestione dei centri di accoglienza, e gli ex dirigenti dell’Area Immigrazione Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale. A Panzone viene attribuita la responsabilità di aver emesso veri e propri alert per segnalare l’imminenza di ispezioni, utilizzando espressioni codificate per avvisare della presenza di controllori di Prefettura, Asl, Nas e delegazioni dell’Onu, e di non avere poi avviato le procedure sanzionatorie previste.

Modalità delle presunte irregolarità

I riscontri operativi dei finanzieri nei centri gestiti dal consorzio hanno evidenziato criticità strutturali e organizzative: carenze igienico-sanitarie, sovraffollamento e insufficienza di beni e servizi essenziali, oltre alla mancanza di adeguati standard di sicurezza. Queste anomalie, secondo la ricostruzione della Procura contabile, sarebbero riconducibili a una pratica di risparmio sulle voci contrattuali che avrebbe liberato risorse poi utilizzate per fini privati.

Destinazione dei risparmi contestati

Secondo l’accusa, parte dei fondi risparmiati sarebbe stata impiegata per acquisti personali in boutique di alta moda, con spese in marchi come Hermès, Chanel e Prada, oltre a pagamenti per viaggi e soggiorni. Sono inoltre segnalati trasferimenti di denaro a familiari dell’amministratore di fatto e altre operazioni considerate dagli inquirenti estranee agli scopi per cui i finanziamenti erano stati concessi.

Volume dei finanziamenti e impatto

Le indagini contabili precisano che, tra il 2014 e il 2018, attraverso la Prefettura di Benevento sarebbero confluiti nel Consorzio Maleventum oltre 20 milioni di euro erogati dal Ministero dell’Interno per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Una parte significativa di queste risorse, sostiene la Procura, non sarebbe stata destinata ai servizi previsti, determinando così un danno erariale quantificato in 1,3 milioni di euro.

Conseguenze amministrative e giudiziarie

Gli inviti a dedurre notificati dalla Guardia di Finanza rappresentano la fase amministrativa che precede possibili azioni di recupero del danno. In parallelo, la vicenda ha già attraversato il contesto penale con condanne emesse dal tribunale di Benevento, elemento che ha alimentato l’esame della Corte dei conti sulle responsabilità contabili degli interessati.

La vicenda solleva interrogativi sull’efficacia dei controlli e sulla tutela delle risorse pubbliche destinate a fasce vulnerabili. Il presunto uso improprio dei finanziamenti non riguarda solo la rettifica contabile: mette in luce una possibile compenetrazione tra gestione privata delle strutture di accoglienza e debolezze nei meccanismi di vigilanza, con ricadute concrete sulla qualità dei servizi offerti agli ospiti.

Le autorità competenti continueranno a esaminare documenti, movimenti finanziari e contratti per definire responsabilità e misure risarcitorie. Nel frattempo, la notifica degli inviti a dedurre avvia il percorso formale che potrà portare a richieste di rimborso e ad ulteriori sviluppi giudiziari e amministrativi.

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