30 Maggio 2026 ☀ 30°

Monitoraggio aria dopo l’incendio sul traghetto a Napoli: risultati preliminari

Dopo il rogo del 27 maggio nel porto di Napoli, le analisi Arpac avviate il 28 maggio segnalano concentrazioni di diossine, furani e PCB-dl sotto il valore di riferimento scientifico; rimangono tuttavia misure precauzionali suggerite dalle autorità.

HERO · Napoli

L’incendio a bordo di un traghetto in manutenzione nel porto di Napoli ha messo in moto una serie di interventi di emergenza e di monitoraggio ambientale. L’unità, appartenente al gruppo GNV, ha lanciato un mayday per fiamme sul ponte 6 e le operazioni di spegnimento hanno coinvolto vigili del fuoco, motovedette e rimorchiatori. Per tutelare la salute pubblica, le autorità hanno disposto controlli atmosferici e raccomandazioni temporanee per i cittadini delle aree limitrofe.

Il campionamento dell’aria disposto dall’ARPAC è iniziato la mattina del 28 maggio e ha fornito risultati preliminari comunicati nei giorni successivi. Questi dati consentono di valutare l’impatto sulla qualità dell’aria dopo il rogo del 27 maggio e di definire eventuali ulteriori misure di tutela.

Intervento di emergenza e gestione della crisi

La segnalazione di incendio a bordo ha attivato il Centro coordinamento soccorsi, convocato dal Prefetto di Napoli e con la partecipazione di rappresentanti istituzionali locali, della Capitaneria di Porto, dei Vigili del Fuoco e dei tecnici sanitari. L’azione immediata si è concentrata sullo spegnimento delle fiamme e sulla messa in sicurezza della nave e dell’area portuale; non sono stati segnalati feriti.

Mezzi impiegati e ordine pubblico

Per domare il rogo i soccorsi hanno impiegato mezzi sia a terra che a mare: squadre dei Vigili del Fuoco in banchina, una motovedetta attrezzata per incendi marini e tre rimorchiatori per agevolare le operazioni. In alcuni tratti del porto, per motivi di sicurezza e per facilitare l’intervento, il traffico navale è stato temporaneamente regolato e alcuni accessi limitati.

Comunicazioni e raccomandazioni iniziali

Le autorità cittadine, d’intesa con la ASL Napoli 1 Centro, hanno invitato i residenti delle zone potenzialmente interessate dalla dispersione del fumo a seguire semplici precauzioni: chiudere porte e finestre, spegnere impianti di ventilazione e climatizzazione, evitare di sostare all’aperto e non stendere indumenti. Queste misure servono a ridurre l’esposizione a particelle e odori acre che, sebbene fastidiosi, possono provocare irritazioni respiratorie.

Risultati del monitoraggio Arpac

L’ARPAC ha posizionato un campionatore per la rilevazione di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili. Il primo ciclo di raccolta è durato 24 ore a partire dalla mattina del 28 maggio. L’analisi ha evidenziato una concentrazione complessiva pari a 0,099 pg/Nm3 I-TEQ, misurata in picogrammi per normal metro cubo espressi in termini di tossicità equivalente.

Interpretazione dei valori

Il valore rilevato è inferiore al riferimento comunemente adottato dalla comunità scientifica, pari a 0,150 pg/Nm3 I-TEQ (fonte: Lai-Germania). Questo confronto suggerisce che, almeno nella finestra di campionamento considerata, la dispersione di composti diossina-simili non ha superato la soglia di riferimento internazionale, offrendo un primo elemento di rassicurazione sul rischio acuto ambientale.

Limiti delle misurazioni e passi successivi

È importante ricordare che un singolo campionamento rappresenta una fotografia temporale e non esaurisce la valutazione dell’impatto ambientale. L’ARPAC e le autorità competenti hanno indicato la necessità di ulteriori monitoraggi e valutazioni per comprendere l’evoluzione dei livelli nel tempo e in diverse aree del territorio portuale e urbano.

Salute pubblica e precauzioni per i cittadini

Anche con risultati preliminari rassicuranti, le raccomandazioni di comportamento restano rilevanti. Per persone con patologie respiratorie preesistenti, anziani e bambini, è consigliabile limitare l’esposizione all’aria esterna nelle ore successive all’evento e seguire le indicazioni dei servizi sanitari locali. Le autorità locali hanno predisposto un canale informativo per aggiornamenti e per comunicare eventuali suggerimenti aggiuntivi.

Quando rivolgersi ai servizi sanitari

In presenza di sintomi come difficoltà respiratorie, irritazione marcata agli occhi o alla gola, vertigini o malessere persistente, è opportuno contattare il proprio medico di base o i servizi di emergenza sanitaria. I direttori ASL coinvolti nel coordinamento hanno ribadito che, fino a esiti più completi, la prudenza rimane la linea guida principale.

Conclusioni e prospettive

I rilievi eseguiti dall’ARPAC dopo l’incendio del 27 maggio e il campionamento iniziato il 28 maggio offrono un primo quadro che non indica superamenti del valore di riferimento per le diossine. Tuttavia, la crisi ha messo in evidenza l’importanza di protocolli rapidi di monitoraggio e di comunicazione chiara verso la popolazione. Le istituzioni continueranno a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti mano a mano che nuovi dati saranno disponibili.

Per informazioni ufficiali e aggiornamenti si rimanda ai comunicati della Prefettura, dell’ARPAC e della ASL Napoli 1 Centro.

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