Un dramma familiare si è consumato a Gragnano, in provincia di Napoli, dove una donna di 75 anni è stata trovata carbonizzata nella sua abitazione. La tragedia ha coinvolto la figlia della vittima, che è stata fermata con l’accusa di omicidio volontario e tentato incendio. Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce dettagli inquietanti che stanno scuotendo la comunità locale.
La vicenda ha avuto inizio nel pomeriggio del 28 agosto, quando i vigili del fuoco e i carabinieri sono intervenuti in via Vittorio Veneto, a Gragnano. Sul posto, hanno trovato il corpo carbonizzato della donna, identificata come Genoveffa “Gena” Totaro. Le prime indagini hanno rivelato che la figlia, convivente con la vittima, avrebbe tagliato il tubo del gas, causando un incendio che ha coinvolto l’intera abitazione.
Le indagini e i gravi indizi di colpevolezza
La Procura di Torre Annunziata ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti della figlia della vittima, una donna di 45 anni. Durante l’interrogatorio, sono emersi “gravi indizi di colpevolezza” che hanno portato all’accusa di omicidio volontario e tentato incendio. Secondo le ricostruzioni, la figlia avrebbe appiccato il fuoco alla casa dopo aver tagliato il tubo del gas, causando un incendio che ha ucciso la madre.
Le indagini hanno anche rivelato che la figlia non ha prestato soccorso alla madre, limitandosi a osservare la povera donna svenuta mentre veniva divorata dalle fiamme. I carabinieri hanno notato un evidente segno di strattonamento sul braccio della figlia, che ha ammesso di aver avuto diversi litigi con la madre, l’ultimo proprio la mattina del 28 agosto.
Il ruolo dei testimoni
A spegnere l’incendio sono stati un vicino e un passante, intervenuti dopo aver visto le fiamme. Entrambi hanno riferito ai carabinieri che la figlia “non appariva particolarmente preoccupata della fine che aveva fatto la madre”. Questo dettaglio ha ulteriormente rafforzato i sospetti nei confronti della donna, che è stata fermata al termine dell’interrogatorio.
Le conseguenze legali e il sequestro dell’abitazione
La Procura di Torre Annunziata ha disposto il sequestro dell’abitazione e la salma della 75enne è stata messa a disposizione delle autorità giudiziarie. La figlia, che verosimilmente soffre di problemi psichici, è stata sottoposta a fermo in attesa delle ulteriori indagini. Le autorità stanno ora cercando di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto per capire meglio le motivazioni che hanno portato a questa tragedia.
La comunità di Gragnano è rimasta sconvolta da questa vicenda, che ha messo in luce i drammatici risvolti di un conflitto familiare. Le indagini continuano per fare piena luce su quanto accaduto e per garantire giustizia alla vittima e alla sua famiglia.



