Il primo appuntamento del campo largo a Napoli si è trasformato in un evento turbolento, segnato da proteste e tensioni. La coalizione, che riunisce Partito DemocraticoMovimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra ha cercato di presentarsi come un fronte unito, ma le contestazioni hanno messo in luce le contraddizioni interne.
Le proteste di Potere al Popolo
Un gruppo di attivisti di Potere al Popolo ha interrotto il comizio, contestando i leader sul palco. Durante l’intervento di Roberto Fico ex presidente della Camera, gli attivisti hanno intonato cori di protesta. La situazione è degenerata in scontri tra i sostenitori dei partiti del campo largo e quelli di Potere al Popolo.
I leader politici, tra cui Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni sono scesi nella piazza per cercare di mediare. Fratoianni ha avuto un confronto diretto con un attivista, che lo ha accusato di non aver rispettato le promesse sul salario minimo a Napoli, dove la giunta di centrosinistra di Gaetano Manfredi non ha applicato questa misura.
Le tensioni e l’affluenza delusa
La manifestazione è stata anche segnata da tensioni con un gruppo di disoccupati che ha cercato di occupare il palco, chiedendo la ripresa dei tirocini legati a un progetto per disoccupati di lunga durata. Le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente, evitando il peggio.
L’affluenza alla manifestazione è stata inferiore alle aspettative, con una piazza solo parzialmente riempita. Questo ha deluso i leader del campo largo, che si aspettavano una risposta più entusiasta dai propri militanti. La scelta di Napoli, pensata per dare centralità al Mezzogiorno, si è rivelata rischiosa, mettendo in luce il disagio sociale e le vertenze aperte nella città.
Le reazioni politiche
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha espresso solidarietà ai leader del campo largo, sottolineando l’importanza della libertà di manifestazione. Meloni ha anche ribadito l’unità della sua coalizione di governo su questioni importanti come il riarmo e l’appoggio all’Ucraina.
Il campo largo, ancora poco definito, deve affrontare contraddizioni interne su temi come la politica estera il riarmo l’energia le infrastrutture la giustizia il lavoro i rapporti con l’impresa e il rapporto con l’Europa e la Nato. La coalizione ha preferito insistere su messaggi più facili come il salario minimo la sanità pubblica la scuola i diritti e l’attacco al governo.
Il programma dettagliato del campo largo sarà costruito da settembre, ma le tensioni e le contestazioni a Napoli hanno evidenziato le difficoltà di questa alleanza. La leadership della coalizione è ancora in discussione, con alcuni pretendenti che lavorano nell’ombra per rubare la scena a Conte e Schlein.



