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Nola ricorda Domenico Caliendo: la marcia per la verità sul trapianto fallito

La comunità di Nola si riunisce per ricordare Domenico Caliendo e chiedere giustizia. La superperizia rivela nuove verità sul trapianto fallito.

Nola ricorda Domenico Caliendo: la marcia per la verità sul trapianto fallito

Sabato 19 settembre, la città di Nola si prepara a una fiaccolata commemorativa per il piccolo Domenico Caliendo il bambino di due anni e mezzo che perse la vita a seguito di un trapianto di cuore fallito. L’evento, intitolato “Giustizia per Domenico”, è promosso dalla famiglia Caliendo insieme alla Fondazione Domenico Caliendo con l’obiettivo di mantenere viva la memoria del bambino e di chiedere verità e giustizia.

La fiaccolata partirà alle ore 20:00 da Piazza Duomo e si concluderà alla rotonda di via Circumvallazione passando per vico San Paolino. La famiglia Caliendo ha espresso il proprio dolore e la determinazione a non arrendersi: “Quanto sta emergendo dalle carte processuali acuisce nuovamente un dolore mai sopito. Il nostro Domenico non è un foglio, non è una perizia, non è un dibattito processuale. È una vittima e in quanto tale chiediamo giustizia.”

La superperizia: cosa è emerso

Una superperizia di 553 pagine depositata nell’inchiesta sulla morte di Domenico, ha rivelato che il bambino avrebbe potuto essere salvato. Secondo i tre periti nominati dal giudice per le indagini preliminari, la possibilità di salvare Domenico sarebbe rimasta concreta in due momenti: durante il trasporto e la conservazione del cuore del donatore e, successivamente, nella scelta del supporto meccanico da utilizzare.

Il cuore era stato prelevato a Bolzano e trasportato a Napoli. La perizia critica la condotta della dottoressa Gabriella Farina che non avrebbe portato ghiaccio sufficiente per garantire la corretta conservazione dell’organo e non avrebbe verificato adeguatamente il materiale messo a disposizione, vale a dire il ghiaccio secco. Questo avrebbe causato un danno irreversibile al cuore del donatore.

Le decisioni al Monaldi

La parte più delicata della ricostruzione riguarda le decisioni assunte al Monaldi di Napoli dopo l’arrivo dell’organo. I periti ritengono conforme alle regole mediche la decisione di procedere alla cardiectomia cioè alla rimozione del cuore del piccolo, nonostante le condizioni dell’organo. Tuttavia, una volta emerso il danneggiamento irreversibile del cuore trapiantato, i periti ritengono che sarebbe stato possibile utilizzare il Berlin Heart Excor un dispositivo di assistenza ventricolare extracorporea, invece dell’Ecmo l’ossigenazione extracorporea a membrana.

Secondo la superperizia, il Berlin Heart avrebbe potuto “preservare o ristabilire la funzionalità d’organo”, mantenendo il bambino in condizioni tali da renderlo potenzialmente candidabile a un nuovo trapianto. La finestra temporale indicata dai periti è di 72 ore. Attraverso il ritrapianto, la probabilità di sopravvivenza di Domenico nel medio e lungo periodo sarebbe stata significativa.

Le conseguenze legali

La famiglia Caliendo, rappresentata dall’avvocato Francesco Petruzzi sostiene che la superperizia conferma quanto già sostenuto dai consulenti della famiglia. Secondo il legale, se il bambino fosse stato collegato al Berlin Heart entro le 72 ore, avrebbe potuto essere sottoposto a un nuovo trapianto, con una possibilità di riuscita superiore al 70 per cento. Questo ha portato alla richiesta alla Procura di valutare anche un’eventuale contestazione di omicidio volontario in luogo dell’ipotesi colposa.

Il primario di cardiochirurgia Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni entrambi indagati, sono stati raggiunti da un’interdizione dall’esercizio della professione medica. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha rinviato la decisione sulla posizione di Oppido al 21 settembre. La superperizia sarà ora sottoposta al contraddittorio tra le parti nell’incidente probatorio disposto dal gip Mariano Sorrentino. Le udienze sono fissate per il 12 e 13 novembre.

La comunità di Nola e la famiglia Caliendo continuano a chiedere giustizia per Domenico, ricordando che il suo dolore e il suo sacrificio sono reali e bruciano ancora. La fiaccolata di sabato 19 settembre sarà un momento di unione e di richiamo all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

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