Il caso del trapianto di cuore fallito al piccolo Domenico Caliendo continua a suscitare preoccupazione e domande. Le ultime scoperte riguardanti lesioni da ghiaccio secco e gli effetti di un collegamento prolungato all’Ecmo hanno acceso i riflettori su un’indagine complessa che coinvolge professionisti medici e autorità giudiziarie.
Il 23 dicembre 2026, il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni hanno eseguito un trapianto di cuore al piccolo Domenico Caliendo, che purtroppo è deceduto il 21 febbraio 2026. Le indagini hanno portato alla sospensione dei due medici, rispettivamente per 12 e 7 mesi, con l’accusa di falso materiale e ideologico in relazione alla compilazione della cartella clinica del bambino.
Lesioni da ghiaccio secco e Ecmo prolungato
L’incidente probatorio, conclusosi presso il Policlinico di Bari, ha evidenziato lesioni da ghiaccio secco sul cuore trapiantato. Secondo il medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia Caliendo, l’analisi istologica ha confermato i danni causati dall’esposizione dell’organo al ghiaccio secco e gli effetti dannosi di un collegamento prolungato all’Ecmo.
“L’analisi sui vetrini e sui preparati istologici ha riscontrato tutte quelle lesioni che ci si aspettava di trovare dopo un trasporto effettuato con ghiaccio secco”, ha dichiarato Scognamiglio. “Abbiamo trovato esattamente i riscontri che ci saremmo aspettati conoscendo le due situazioni di partenza.”
La richiesta di proroga dei periti
Il collegio di periti nominato dal giudice per le indagini preliminari Mariano Sorrentino ha annunciato una richiesta di proroga di 15-30 giorni per il deposito delle relazioni. La consegna delle conclusioni, inizialmente prevista per l’11 settembre, dovrebbe quindi slittare verso la metà di ottobre.
“Il collegio di periti ha anticipato che chiederà la proroga dell’incarico necessari per acquisire documenti che hanno già chiesto e che non sono ancora arrivati”, ha spiegato Scognamiglio.
Le accuse e le indagini in corso
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, ha commentato: “Ci auguriamo che l’autorità giudiziaria si pronunci sulla richiesta di interdittiva formulata dalla procura riguardante il reato di falso contestato ai cardiochirurghi Guido Oppido e Emma Bergonzoni.”
Per il reato di omicidio colposo in concorsoil sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci hanno iscritto sette sanitari. A due di questi, Oppido e Bergonzoni, viene anche contestato il reato di falso in relazione alla compilazione della cartella clinica di Domenico.
Le indagini, coordinate dal Nas guidato dal comandante Cisternino, continuano a fare luce su un caso che ha scosso l’opinione pubblica e sollevato importanti questioni etiche e professionali nel campo della medicina.



