Un rogo doloso ha distrutto questa notte il negozio di casalinghi Sweet Home situato nel complesso popolare dei 600 alloggi di Monterusciello, a Pozzuoli. Le fiamme, alimentate da un liquido infiammabile versato davanti alla saracinesca, hanno ridotto l’attività gestita da una coppia a un vano bruciato e annerito; sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri per le operazioni di spegnimento e i rilievi investigativi.
Tra fumo e tensione, il titolare, identificato come Gennaro Iannicelli28 anni, ha pronunciato accuse e minacce rivolte a presunti mandanti ed esecutori: le sue parole, cariche di rabbia, hanno fatto intendere che ritiene l’attacco una vendetta mirata nei suoi confronti.
Modalità dell’attacco e intervento delle forze dell’ordine
Le verifiche tecniche hanno confermato che l’incendio è stato scatenato da un liquido infiammabile versato intenzionalmente davanti all’ingresso del negozio in via Martini. I soccorsi hanno risposto rapidamente: il nucleo dei vigili del fuoco ha operato per limitare le fiamme e impedire il coinvolgimento di attività adiacenti, mentre i carabinieri della sezione radiomobile e del nucleo operativo di Pozzuoli hanno avviato le indagini sul posto, raccogliendo elementi utili per ricostruire dinamiche e responsabilità.
Rilievi e primo quadro investigativo
Gli accertamenti mirano a identificare tracce del liquido utilizzato e a raccogliere testimonianze dei residenti del rione. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista: si procede sia sulla matrice dolosa dell’atto sia sull’identificazione di possibili telecamere o testimoni oculari che possano aver visto movimenti sospetti nella zona prima del rogo.
Il profilo di Gennaro Iannicelli e le ipotesi sulla matrice del gesto
Iannicelli è una figura già nota alle forze dell’ordine: in passato è stato più volte arrestato per reati legati allo spaccio di stupefacenti e per rapina. Gli inquirenti ricordano che l’uomo era finito in carcere su disposizione della DDA di Napoli nell’ambito di un’inchiesta su una serie di rapine commesse tra il 2026 e il 2026 a Monterusciello e al Rione Toiano, insieme ad altri presunti complici.
Possibile vendetta di gruppo criminale
Non viene esclusa la pista della ritorsione orchestrata dalla criminalità organizzata: alcune circostanze e i legami pregressi del titolare con ambienti riconducibili a gruppi legati al collaboratore di giustizia Silvio De Luca e alla cosiddetta banda delle Reginelle suggeriscono che l’attacco possa essere collegato a vecchie faide o a regolamenti di conti. Gli investigatori stanno approfondendo ogni elemento per stabilire se l’incendio sia stato commissionato da terzi con motivazioni vendicative.
Reazioni immediate e dichiarazioni sul posto
Durante le fasi concitate dello spegnimento, Iannicelli ha reagito urlando contro gli autori dell’attacco, denunciando di sapere chi ci sia dietro e minacciando ritorsioni nei loro confronti. Le sue frasi sono state cariche di ira, con affermazioni che evocano vendetta personale e intenzioni di colpire i responsabili. Queste dichiarazioni sono al momento parte del quadro raccolto dai carabinieri, che valuteranno anche la rilevanza penale di tali espressioni e il loro contesto.
Clima di paura nel quartiere
L’episodio ha suscitato preoccupazione tra i residenti dei 600 alloggidove la presenza delle forze dell’ordine è aumentata nelle ore successive all’evento. Testimoni hanno raccontato la scena notturna del fumo e delle luci dei mezzi di soccorso, con vicino il timore di altri episodi di violenza che possano coinvolgere attività commerciali locali. Le autorità locali, pur non rilasciando commenti ufficiali, hanno confermato il monitoraggio della situazione.
Le indagini proseguono per chiarire dinamiche, responsabilità e moventi: il lavoro di sopralluogo e l’analisi dei filmati disponibili potranno fornire elementi decisivi per ricostruire la catena degli eventi e individuare i presunti autori dell’attacco incendiario contro il negozio di casalinghi.



