26 Maggio 2026 🌤 21°

Operazione Domino: la banda dei Quartieri Spagnoli vendeva banconote false in Europa tramite Telegram

Un'indagine della Procura di Napoli ha ricostruito un sistema transnazionale di vendita di banconote false su Telegram, con pagamenti in Bitcoin e sofisticate tecniche di autoriciclaggio

Operazione Domino: la banda dei Quartieri Spagnoli vendeva banconote false in Europa tramite Telegram

L’operazione denominata Domino, coordinata dalla Procura di Napoli, ha portato alla luce un complesso sistema di produzione e vendita di banconote false gestito da un gruppo radicato nei Quartieri Spagnoli. Le attività investigative, condotte dalla Sezione Criptovalute del Comando Antifalsificazione Monetaria con il supporto delle articolazioni territoriali dell’Arma, hanno sfociato in un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale partenopeo che dispone misure cautelari nei confronti di dodici persone, con varie tipologie di restrizione.

Le indagini, avviate a luglio 2026 e protrattesi fino al 2026, hanno ricostruito non solo la filiera di vendita delle banconote contraffatte, ma anche il meccanismo di autoriciclaggio utilizzato per occultare i proventi illeciti. L’organizzazione promuoveva i lotti attraverso video e messaggi su un canale Telegram denominato ELREAL SHOP, offrendo tagli da 20, 50 e 100 euro e privilegiando canali anonimi per le spedizioni sia nazionali che oltreconfine.

Metodo operativo e modello di business

Il gruppo aveva strutturato un vero e proprio modello commerciale basato su tecnologie digitali: pagamenti esclusivamente in Bitcoin, logiche di dropshipping per le consegne e l’uso della blockchain come mezzo di pagamento. Questo sistema mirava a ridurre i contatti diretti tra venditori e acquirenti e a rendere più complessa la ricostruzione dei flussi finanziari. Le autorità hanno messo in luce come la commistione tra contraffazione e attività finanziaria digitale abbia reso l’organizzazione particolarmente insidiosa dal punto di vista investigativo.

Ruolo della tecnologia nelle indagini

Gli investigatori hanno sfruttato strumenti di OSINT e analisi forense finanziaria per tracciare oltre 410 wallet Bitcoin collegati all’attività illecita. La ricostruzione dei movimenti ha permesso di stimare un fatturato superiore al mezzo milione di euro nel periodo tra luglio 2026 e dicembre 2026. Al tempo stesso, il coordinamento internazionale con Europol e le autorità di Francia, Germania, Spagna e Belgio è stato fondamentale per individuare spedizioni e contatti esteri.

Risultati dell’operazione

Il culmine dell’operazione, avvenuto in aprile 2026, ha prodotto un bilancio significativo: dodici soggetti destinatari di misure cautelari (di cui tre in carcere, cinque agli arresti domiciliari e quattro sottoposti ad obblighi), oltre a sessantuno persone denunciate a piede libero per reati quali associazione a delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio. Sono state sequestrate più di 106.000 euro in banconote false, nascoste in decine di plichi pronti per la distribuzione, oltre a rilevanti indagini sui flussi finanziari collegati.

Azioni ancora in corso

Proseguono le attività di perquisizione e il sequestro preventivo in forma diretta e «per equivalente» disposto dal GIP di Napoli: gli investigatori intendono bloccare i mezzi, gli strumenti informatici e i canali telematici utilizzati per commettere i reati. Sono interessati anche il denaro, i beni immobili e i beni mobili nella disponibilità degli indagati fino a concorrenza della somma di 536.880 euro, per interrompere la disponibilità dei proventi dell’attività illecita.

Contesto internazionale e conseguenze

La Banca Centrale Europea ha qualificato la valuta contraffatta come common class, segnalando la circolazione delle banconote anche in Francia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Germania. Questo quadro conferma la natura transnazionale del fenomeno e l’impatto che operazioni del genere possono avere sulla fiducia nel contante e sulla stabilità dei sistemi di pagamento. La collaborazione tra forze di polizia nazionali e organismi europei è risultata determinante per spezzare la catena distributiva.

La Procura di Napoli, con una nota a firma del procuratore Nicola Gratteri, ha sottolineato l’importanza del contrasto alle reti che sfruttano tecnologie digitali per traffici illeciti. L’operazione Domino mette in evidenza come l’integrazione tra attività tradizionali di polizia giudiziaria e strumenti digitali investigativi sia ormai imprescindibile per affrontare il crimine organizzato contemporaneo.

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