La valutazione del direttore generale della ASL di PescaraAntonio Michitelli, è al centro di un contendere politico-amministrativo che porta il Partito Democratico a chiedere chiarezza prima che la questione arrivi in Giunta regionale. I rappresentanti del Pd hanno inoltrato una diffida all’Assessore Verìsostenendo che permangano elementi non chiariti sulla procedura e sui criteri adottati nella valutazione.
Il documento di diffida è stato illustrato dal vicepresidente del Consiglio regionaleAntonio Blasioli, e dal capogruppo del PdSilvio Paolucci. I firmatari contestano ritardi e scelte metodologiche che, a loro avviso, comprimono il valore stesso dello strumento di verifica e incidono sulle ricadute premiali e sulla possibilità di conferma dell’incarico del manager.
Ritardi temporali e conseguenze sul mandato
Secondo il Pd, la valutazione non è stata prodotta nonostante il termine perentorio fissato a ottobre 2026. I rappresentanti del partito rilevano che il mancato rispetto di questa scadenza, a meno di un anno dal possibile esaurimento naturale dell’incarico, rischia di svuotare di significato la verifica stessa e di interferire con la governance della salute pubblica nella provincia di Pescara. Il ritardo emerge nonostante le attività istruttorie avviate, tra cui l’audizione in Commissione e numerosi accessi agli atti, che però non hanno ancora portato a una chiarezza definitiva.
Contenuto e metodo della valutazione contestati
Al centro della critica del Pd c’è la metodologia di valutazione adottata dalla ASL. Dalla documentazione agli atti risulterebbe un approccio che privilegia il tempo medio di erogazione delle prestazionimentre nelle sedi istituzionali era stata richiesta una valutazione basata sul numero di prestazioni effettivamente erogate nei tempi stabiliti. I due elementi, seppur simili nella formulazione verbale, definiscono criteri sostanzialmente diversi e producono risultati non confrontabili, con impatti rilevanti sul punteggio complessivo assegnato al direttore generale.
Presenza di documenti firmati dal valutato
Un altro nodo sollevato riguarda la presenza, tra gli atti di riferimento, di una nota del direttore generale datata 8 maggio 2026nella quale Michitelli offre una sua interpretazione dei criteri relativi ai tempi di attesa. Per il Pd questo solleva problemi di opportunità: è lecito che la valutazione poggi in parte su elementi forniti dallo stesso soggetto valutato? I firmatari ricordano che controllore e controllato non possono mai coincidere, almeno in un Paese normalesostenendo quindi che la procedura rischia di configurare un conflitto di ruoli.
Assenze alle audizioni e richiesta di chiarimenti puntuali
Blasioli e Paolucci sottolineano anche che, durante le sedute in cui erano attesi chiarimenti, sono mancati sia l’Assessore Verì sia il direttore generale Michitelli. La mancata giustificazione dell’assenza del manager è stata ritenuta inaccettabile dal Pd, che avrebbe voluto un confronto diretto «anche su questi punti». Per questo motivo la diffida chiede espressamente di non approvare in Giunta «qualsiasi delibera che ratifichi una valutazione positiva» fintanto che non siano fornite spiegazioni esaurienti.
I rappresentanti del Pd ribadiscono che «prima vengano definiti in modo inequivocabile i criteri, poi si assuma la decisione», richiedendo quindi una fase preliminare di chiarimento che determini la piena trasparenza e coerenza amministrativa del processo valutativo.
Discrepanze sui punteggi e ruolo dell’Agenzia Sanitaria regionale
Un elemento numerico citato nella diffida è la discrepanza tra il punteggio attribuito dall’Agenzia Sanitaria regionale e quello indicato dal direttore sanitario locale. In base alla richiesta del Pd, il direttore dell’Agenzia Sanitaria regionale, Maurizio Brucchi, dovrebbe certificare i parametri utilizzati dalla ASL di Pescara e confermare il punteggio di 8,4 punti assegnato, che appare discordante rispetto al valore di zero punti indicato dal direttore sanitario Di Luzio solo 20 giorni prima. Questa differenza, secondo i firmatari della diffida, necessita di una verifica formale e documentata prima di qualsiasi ratifica politica.
La pressione del Pd mira dunque a ottenere un quadro completo e verificabile delle scelte tecniche che hanno prodotto la valutazione, ricordando che l’esito ha effetti concreti sulla gestione della ASL e sul diritto alle cure dei cittadini della provincia di Pescara. Fino a quando tali chiarimenti non saranno forniti, il Pd chiede che non venga adottata alcuna delibera che ratifichi il risultato valutativo.



