La città di Pompei ha un nuovo patrono: San Bartolo Longo. La decisione è stata annunciata dall’arcivescovo e prelato di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, nella cappella dedicata al santo. La confirmatio del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha reso ufficiale l’elezione di San Bartolo Longo come patrono della città.
Questa decisione rappresenta un riconoscimento storico per Pompei, che celebra così il legame profondo tra la città e il suo fondatore. San Bartolo Longo non fu solo il fondatore del Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario ma anche un punto di riferimento per la comunità, promuovendo iniziative educative, assistenziali e sociali che hanno segnato la storia di Pompei.
La storia di San Bartolo Longo e il suo impatto su Pompei
Nato a Latiano nel 1841, Bartolo Longo si trasferì a Napoli per studiare Giurisprudenza. Nel 1872 arrivò nella Valle di Pompei, dove maturò la sua missione: diffondere la devozione al Rosario e costruire una comunità fondata sulla preghiera e sulla carità. La sua opera ha contribuito alla nascita e alla crescita della Nuova Pompei trasformando una valle segnata dalla povertà in una città conosciuta nel mondo per la sua spiritualità e le sue opere.
San Bartolo Longo morì il 5 ottobre 1926. Proprio questa data diventerà ora la ricorrenza annuale del patrono della città. La scelta arriva nell’anno del centenario della sua morte, che Pompei sta vivendo come un grande momento di memoria e di riscoperta della figura del santo. La canonizzazione di Bartolo Longo è avvenuta il 19 ottobre 2025, per volontà di Papa Leone XIV.
Le celebrazioni per il centenario
L’annuncio è stato accolto con grande entusiasmo dal sindaco di Pompei, Giuseppe Tortora, che ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento per la comunità. “San Bartolo Longo è parte delle fondamenta stesse di Pompei: della sua storia religiosa, certamente, ma anche della sua storia civile e sociale”, ha dichiarato Tortora.
Per celebrare il centenario della morte di San Bartolo Longo, la città ha organizzato una serie di iniziative. Dal 24 settembre al 1° ottobre, la statua e le reliquie del santo saranno portate nelle parrocchie del territorio attraverso una peregrinatio un percorso di fede e memoria che unirà celebrazione, preghiera e approfondimento della vita e del carisma del santo.
Il momento culminante sarà lunedì 5 ottobre, nel giorno esatto del centenario della morte del fondatore. La giornata sarà caratterizzata da celebrazioni religiose, omaggi floreali e momenti di riflessione, con la partecipazione delle scuole e delle comunità parrocchiali della città.
Il legame familiare del sindaco Tortora
Il sindaco Giuseppe Tortora ha anche ricordato un legame familiare particolarmente significativo con la storia di Pompei. “Angelo Tortora, mio antenato, fu l’uomo al quale Bartolo Longo affidò il Quadro della Vergine perché fosse trasportato da Napoli a Valle di Pompei il 13 novembre 1875”, ha raccontato. Quel quadro, arrivato su un semplice carro, sarebbe diventato il cuore della devozione mariana conosciuta oggi in tutto il mondo.
Il centenario e il riconoscimento di San Bartolo Longo quale patrono consegnano a Pompei un compito preciso: custodire ciò che la città è stata e costruire con la stessa responsabilità ciò che deve diventare. La città di Pompei, unica nel suo genere, porta dentro di sé una storia spirituale, civile e umana che ha attraversato il mondo. Sta a noi esserne degni interpreti e consegnarla alle nuove generazioni.



