La vicenda del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2026 dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha trovato una parziale chiusura con l’accordo raggiunto tra la famiglia e l’azienda ospedaliera. Un’intesa che evita un lungo e doloroso processo civile, permettendo alla famiglia di concentrarsi sul procedimento penale.
L’accordo, raggiunto dopo mesi di negoziati, prevede un risarcimento congruo e dignitoso per i familiari del piccolo Domenico. La cifra, protetta da un accordo di riservatezza, dovrebbe sfiorare il milione e mezzo di euro, secondo le tabelle vigenti per i sinistri. Inizialmente, la richiesta della famiglia era di tre milioni di euro, ma l’accordo raggiunto tiene conto dei sei beneficiari: genitori, due nonni e due fratellini.
Le parole della mamma Patrizia Mercolino
Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto. “La cifra, come ho sempre detto, non mi interessava, l’unica cosa importante era arrivare al processo penale senza il peso del procedimento civile” ha dichiarato. La donna ha anche condiviso un momento intimo con il figlio: “Ieri è stato il suo onomastico e sono andata a trovarlo. Gli ho detto ‘amore di mamma, manca poco e inizia il processo, ci siamo quasi'”.
Patrizia ha dedicato al figlio un libro, “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare”, che racconta la vita di Domenico prima del ricovero e il dramma vissuto al Monaldi. Un tatuaggio sul braccio sinistro della donna, con il profilo di un bimbo e la scritta: “Domenico. Il nostro guerriero”, testimonia il legame indissolubile con il figlio.
Le responsabilità mediche e il processo penale
Sette medici sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Napoli per omicidio colposo in concorso. Tra loro, i due cardiochirurghi che eseguirono il trapianto, Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, e la dottoressa Gabriella Farina, che eseguì l’espianto del cuore dal donatore nell’ospedale di Bolzano. L’organo giunto a Napoli era irrimediabilmente danneggiato a causa dell’uso del ghiaccio secco al posto di quello naturale e di un box frigo ritenuto ormai fuori dalle linee guida.
I due cardiochirurghi Oppido e Bergonzoni sono anche accusati di avere falsificato la cartella clinica del piccolo Domenico. Per questo motivo, il gip di Napoli li ha interdetti per un anno dalla professione medica. Il prossimo 11 settembre è fissata l’udienza davanti ai giudici del Riesame, chiamati dai legali dei due medici a rivalutare la misura nei loro confronti. Lo stesso giorno si terrà l’udienza davanti al gip che fisserà la data entro la quale dovranno essere consegnate le relazioni sull’incidente probatorio disposto sui due cuori.
Le dichiarazioni degli avvocati
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, si dice “pienamente soddisfatto” per aver evitato un processo civile che avrebbe causato ulteriore dolore alla famiglia. “Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia” ha dichiarato.
L’avvocata Raffaella Di Nardo, rappresentante dell’Azienda ospedaliera dei Colli, ha sottolineato che l’accordo sul risarcimento “non costituisce una ammissione di responsabilità” e che la struttura si riserva di agire in rivalsa verso chi sarà ritenuto responsabile in sede penale.
Petruzzi ha anche ricordato che la famiglia non ha mai voluto attaccare l’azienda, che resta un presidio di eccellenza, e spera di trovarla “al fianco della famiglia come parte civile nel dibattimento penale”.
Le prossime tappe del processo penale
Il prossimo 11 settembre sarà un giorno cruciale per la vicenda. I pm valuteranno il materiale raccolto per decidere sulle richieste di rinvio a giudizio. La famiglia Caliendo, intanto, si prepara ad affrontare il processo penale con la speranza di ottenere giustizia per il piccolo Domenico.
La vicenda del piccolo Domenico ha commosso l’Italia, che in quei giorni si è stretta intorno alla mamma Patrizia Mercolino, condividendone il dolore composto. Ora, con l’accordo raggiunto, la famiglia può concentrarsi sul processo penale, nella speranza di trovare risposte e giustizia per il piccolo Domenico.



