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Aggredito per un like su TikTok: ferito ai Ponti Rossi e processo in corso

Un incontro concordato via social sfocia in un attacco: la vittima di 29 anni è stata colpita alla gamba ai Ponti Rossi e ricoverata al Cardarelli; il 21enne si è costituito in Questura e ha ottenuto gli arresti domiciliari

Aggredito per un like su TikTok: ferito ai Ponti Rossi e processo in corso

La vicenda si è consumata nella notte tra il 24 e il 25 maggio in via Nicola Nicolininella zona dei Ponti Rossi. Un uomo di 29 anni, indicato nelle cronache con le iniziali E.M.è stato raggiunto da un proiettile alla gamba durante un appuntamento chiesto da un conoscente del quartiere. La dinamica riportata dalla vittima contiene elementi che legano l’episodio alle interazioni sui social network e ha portato al successivo intervento delle forze dell’ordine.

La vicenda ha avuto immediato seguito giudiziario e sanitario: il ferito è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ed è tuttora ricoverato al Cardarellidove i medici non escludono la possibilità che l’arto non recuperi completamente la funzionalità. Parallelamente la persona indicata come autore del colpo, un 21enne residente all’Arenaccia e identificato come Francesco Matteosi è costituita in Questura accompagnata dal suo legale.

La dinamica dell’aggressione ai Ponti Rossi

Secondo il racconto fornito da E.M.la sequenza è iniziata dopo una videochiamata su Instagram inviata da Francesco Matteo. La vittima dichiara di essere tornata verso le ore 3 della notte e di aver parcheggiato l’auto prima di avvicinarsi all’ingresso pedonale del parco, dove il 21enne lo stava aspettando. Sempre secondo la versione di E.M.al suo arrivo l’altro, senza parlare, avrebbe estratto una pistola, l’avrebbe caricata e gli avrebbe sparato alla gamba da distanza ravvicinata. A terra la vittima avrebbe chiesto spiegazioni e avrebbe ricevuto la frase «Perché hai messo un mi piace su TitTok» come giustificazione dell’aggressore.

Furto dell’orologio e richiesta sul posto

Oltre al colpo d’arma da fuoco, la vicenda comprende il furto di un Rolex Daytona in oro dalla persona ferita: E.M. racconta che mentre era a terra gli sarebbe stato chiesto «Dammi anche l’orologio.» La refurtiva, secondo gli elementi raccolti, sarebbe poi stata restituita dopo una trattativa tra le famiglie coinvolte; l’episodio è stato comunque classificato come rapina oltre che come lesioni aggravate.

Costituzione, ammissione e provvedimenti giudiziari

Il 21enne, identificato come Francesco Matteosi è presentato in Questura accompagnato dall’avvocato penalista Roberto Saccomanno e dalla presenza segnalata del nipote del ras dei