17 Giugno 2026 ☁ 23°

Pentito rivela piano per colpire don Patriciello e il comandante a Arzano

Un collaboratore di giustizia descrive come attentati e manifesti siano stati usati per spingere le autorità contro i rivali nel cartello criminale che opera tra Caivano e Arzano.

Pentito rivela piano per colpire don Patriciello e il comandante a Arzano

Le indagini sulla vicenda avviata dalla Dda di Napoli e formalizzata nell’ordinanza del gip Nicoletta Campanaro hanno raccolto dichiarazioni che offrono un quadro sulle tensioni tra fazioni criminali operanti nei comuni dell’area nord di Napoli. Le parole chiave emerse dall’istruttoria legano il clivage tra gruppi rivali a una serie di azioni pensate per attirare l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura.

Nel documento notificato dai carabinieri di Castello di Cisterna a 17 indagati sono ricompresi reati quali associazione di tipo mafiosoestorsione aggravata e continuata e usura. Tra le dichiarazioni centrali figurano quelle rese da Pasquale Cristianoreggente del clan noto come “della 167” di Arzanoche contestualizzano episodi violenti verificatisi nella zona.

Dichiarazioni del pentito e collegamento all’esplosione del 12

Le ammissioni di Pasquale Cristiano contenute nell’ordinanza risalgono al 24 . Nei suoi racconti l’esplosione di un ordigno avvenuta il 12 fuori dalla chiesa di don Maurizio Patriciellonel Parco Verde di Caivanonon sarebbe stata un attacco diretto a fini intimidatori isolati, ma parte di una manovra più ampia: “La bomba a don Patriciello? Si tratta di un’iniziativa dei Monfregolo che volevano far ricadere la colpa sui Ciccarelli che stavano appoggiando me. Volevano creare confusione e quindi problemi sul territorio di Caivano”.

Il contesto della tensione tra clan

Secondo il racconto del collaboratore, in quel periodo diversi gruppi si contendono il controllo del cartello criminale e metodi tradizionali come gli scontri a fuoco e le stese (raid armati) producevano risultati limitati. Cristiano spiega di aver cercato strategie alternative per alterare l’equilibrio: colpire figure sensibili del territorio avrebbe potuto provocare reazioni che avrebbero complicato la posizione di alcuni avversari.

Manifesti funebri, Instagram e la reazione dei Monfregolo

Un episodio collaterale e significativo riguarda i manifesti funebri affissi con il nome del comandante della polizia locale di ArzanoBiagio Chiariello. Cristiano racconta di aver ideato l’azione mentre si trovava in carcere nel incaricando tramite Instagram una persona di fiducia di preparare un manifesto e una ghirlanda di fiori: “Fece il manifesto prendendo la foto su Internet.la reazione dei Monfregolo fu quella di mettere la bomba al parroco“. Il pentito aggiunge che l’obiettivo primario non era minacciare direttamente il comandante ma far crescere la pressione sui MonfregoloEro in carcere e cercavo una strategia per indebolire i Monfregolo. Non volevo minacciare lui ma far crescere la pressione sui Monfregolo“.

Le ricostruzioni contenute nell’ordinanza mostrano come strumenti diversi, dalla messaggistica social ai manifesti affissi in strada, siano stati utilizzati in maniera coordinata per ottenere effetti mediatici e investigativi sulle fazioni avversarie. Cristiano stesso dichiara di provare rammarico per le conseguenze personali delle azioni messe in campo: “Sono anche molto dispiaciuto del fatto che oggi il comandante abbia la scorta (come anche don Maurizio Patriciello, ndr)“.

Implicazioni investigative e numeri dell’ordinanza

L’ordinanza emessa su richiesta della Dda di Napoli è stata notificata a 17 persone e riassume episodi e modalità che vanno dalle estorsioni all’usura, passando per la strategia delle provocazioni mirate a mettere in difficoltà gruppi rivali. Nei passaggi dell’interrogatorio, Cristiano riconosce la limitata efficacia di certe aggressioni dirette: “Sparando e facendo le stese si ottenevano pochi risultati“, motivo per cui si sarebbe orientato verso azioni più «politiche» e simboliche per muovere l’attenzione degli inquirenti.

I luoghi citati nelle dichiarazioni — Parco Verde di CaivanoArzanoCastello di Cisterna e più in generale l’area di Napoli — delineano il perimetro operativo del presunto cartello e degli scontri interni. Le accuse contestate e le testimonianze acquisite saranno parte centrale del procedimento che si sviluppa a seguito di queste nuove dichiarazioni.

Napoli adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 45 · NO₂ 6 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 17 Giugno