27 Maggio 2026 🌤 22°

Settantaunenne di Giugliano perde la vita dopo una caduta su un sentiero del Molise

Un’escursione verso l’eremo di San Michele si conclude in tragedia quando un uomo di 71 anni precipita in un dirupo; il compagno allerta i soccorsi e il corpo viene recuperato dalla squadra alpina

Settantaunenne di Giugliano perde la vita dopo una caduta su un sentiero del Molise

Un’escursione in Molise è terminata tragicamente quando un uomo 71enne originario di Giugliano in Campania è scivolato e ha precipitao in un dirupo lungo l’itinerario che dal lago di Castel San Vincenzo conduce all’eremo di San Michele. L’amico che lo accompagnava ha dato immediatamente l’allarme al numero unico delle emergenze 112, fornendo indicazioni sul punto dell’incidente. Sul luogo sono confluite diverse squadre specializzate per gestire il recupero in un ambiente impervio.

L’intervento ha coinvolto il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Molise, il personale sanitario del 118 con l’elisoccorso e i Vigili del Fuoco, oltre ai carabinieri per le verifiche di rito. Nonostante la rapidità della chiamata e la mobilitazione dei soccorsi, le ferite riportate durante la caduta si sono rivelate fatali e il medico ha potuto solo constatare il decesso sul posto.

Il luogo dell’incidente e la dinamica apparente

La zona interessata è un percorso noto sia ai camminatori che ai pellegrini, caratterizzata da tratti esposti e da dislivelli marcati che richiedono attenzione. L’uomo, impegnato nella salita verso l’eremo di San Michele, sarebbe scivolato sul bordo del sentiero perdendo l’equilibrio e cadendo per circa venti metri fino al greto del torrente. Le cause esatte dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento: potrebbe essersi trattato di un piede in fallo, di terreno instabile o di un malore improvviso, ma al momento le autorità indagano senza escludere alcuna ipotesi.

Condizioni del terreno e fattori di rischio

Il tracciato che collega il lago all’eremo presenta tratti con scarsa protezione e fondo irregolare, elementi che aumentano il rischio di scivolamento soprattutto per escursionisti meno esperti o in presenza di umidità. L’evento sottolinea l’importanza di attrezzarsi adeguatamente e di procedere con prudenza su sentieri esposti: l’uso di calzature adatte e la valutazione delle condizioni meteorologiche sono misure preventive essenziali per ridurre il rischio di incidenti.

Le operazioni di soccorso e il recupero della salma

Allertati dal compagno di escursione, i soccorsi hanno organizzato un intervento combinato tra squadre a terra e supporto aereo. L’elisoccorso proveniente da L’Aquila ha effettuato una ricognizione e ha calato sul posto un tecnico dell’equipaggio per assistere le squadre del Soccorso Alpino. Le operazioni di calata e recupero nel greto del torrente sono state condotte con tecniche speleo-alpinistiche, necessarie per risalire il pendio e trasportare la vittima in sicurezza fino alla zona percorribile dagli automezzi.

Coordinamento tra le forze e tempistiche

I soccorsi hanno lavorato in sinergia con il 118, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri locali per gestire l’evento e garantire la corretta procedura di recupero e accertamento. Il corpo dell’uomo è stato imbarellato e riportato a valle attraverso percorsi protetti; successivamente la salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli adempimenti di legge. Le operazioni si sono protratte fino al calare del giorno, data la conformazione dell’area e la necessità di massima cautela.

Impatto sulla comunità e riflessioni finali

La notizia della morte dell’escursionista ha suscitato profonda commozione nella sua città di origine, Giugliano in Campania, dove amici e familiari hanno appreso la tragica notizia. Questo episodio richiama l’attenzione sulla delicatezza delle attività all’aperto e sul ruolo cruciale delle organizzazioni di soccorso come il CNSAS, le cui competenze in ambiente impervio risultano decisive per interventi complessi. È un monito a non sottovalutare i rischi, a informarsi prima di intraprendere sentieri impegnativi e a segnalare sempre la propria presenza quando si è in zone isolate.

Resta aperta l’indagine delle autorità per stabilire con precisione le dinamiche dell’incidente e chiarire eventuali responsabilità o fattori esterni intervenuti. Nel frattempo la vicenda rimane un caso esemplare di come una semplice escursione possa trasformarsi in tragedia e di quanto sia fondamentale la prontezza e la preparazione dei soccorsi in ambienti montani.

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