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Chat tra Delmastro e Caroccia: la procura vuole acquisirle per l’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia

La procura di Roma ha chiesto l'accesso alle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia per ricostruire i rapporti legati alla società proprietaria della Bisteccheria d'Italia

Chat tra Delmastro e Caroccia: la procura vuole acquisirle per l’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia

La vicenda giudiziaria attorno al ristorante noto come Bisteccheria d’Italia ha registrato un nuovo passaggio procedurale: la Procura di Roma ha inoltrato alla Giunta per le autorizzazioni della Camera la richiesta di acquisire le chat intercorse tra il deputato Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. Si tratta dei messaggi conservati nel telefono che gli investigatori hanno sequestrato e che, secondo gli inquirenti, potrebbero contenere elementi utili per ricostruire la nascita e la gestione della società coinvolta.

Il dispositivo oggetto delle indagini è stato posto sotto sequestro dal Nucleo valutario della Guardia di Finanza, che ha trasmesso i materiali agli uffici della Procura. L’accesso ai contenuti che riguardano un parlamentare richiede però il via libera dell’organo parlamentare competente: per questo la Procura ha formalmente chiesto l’autorizzazione, qualora i messaggi dovessero risultare utilizzabili in un eventuale procedimento.

La richiesta della Procura e i materiali chiesti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’obiettivo è esaminare in modo approfondito tutte le comunicazioni che collegano i protagonisti del progetto imprenditoriale legato alla società Le 5 Forchette srl. Nel mirino ci sono conversazioni che riguardano la costituzione della società, la ripartizione delle quote e la gestione quotidiana del ristorante, elementi che gli inquirenti ritengono possano chiarire eventuali operazioni di riciclaggio o di occultamento di proventi illeciti. Il ricorso alle chat digitali riflette l’importanza delle comunicazioni private come fonte di prova nelle indagini economico-finanziarie.

Il sequestro del telefono e l’esame dei messaggi

Il telefono sequestrato a Mauro Caroccia è al centro dell’attività di analisi: i pm stanno passando al setaccio chat, messaggi vocali e altri contenuti presenti nella memoria del dispositivo. Gli investigatori sperano di trovare riscontri sulle modalità con cui sono stati effettuati i trasferimenti di denaro e su chi, in concreto, aveva il controllo operativo della società. Questo tipo di accertamento può comparare dichiarazioni a occhiello con documenti contabili e atti societari per costruire un quadro probatorio solido.

Il contesto societario e i rapporti tra i soci

La società Le 5 Forchette, titolare del locale romano, è finita al centro delle verifiche dopo che la Procura ha ipotizzato il reinvestimento di capitali riconducibili al clan Senese. Secondo gli atti, una parte delle quote era intestata a Delmastro e ad altri soci piemontesi, mentre l’altra metà risultava formalmente in capo a Miriam Caroccia, allora diciottenne. L’assetto societario e la gestione operativa del ristorante sono elementi fondamentali per comprendere se le quote fossero effettivamente gestite da terzi come forma di intestazione fittizia di beni o se rappresentassero una normale collaborazione imprenditoriale.

Le dichiarazioni dei familiari e i canali di comunicazione

In audizioni rese agli inquirenti, componenti della famiglia Caroccia hanno fatto riferimento all’esistenza di una chat di gruppo chiamata “Le 5 Forchette” in cui venivano discusse questioni operative e organizzative del locale. La moglie di Mauro ha indicato che in quelle conversazioni figuravano sia il ristoratore sia altri soci, e che alcuni messaggi possono contribuire a dimostrare la reale natura dei rapporti societari. Altri procedimenti collegati alla famiglia, come fascicoli per fallimento di attività ristorative, completano il quadro investigativo.

La posizione di Delmastro e le implicazioni politiche

Il parlamentare Andrea Delmastro non risulta formalmente indagato, ma la presenza del suo nome nelle conversazioni impone la richiesta di autorizzazione formale alla Camera per l’utilizzo di quei contenuti. Nel corso di un’audizione davanti alla Commissione Antimafia Delmastro ha sostenuto di non conoscere le vicende giudiziarie pregresse del ristoratore e ha definito la sua partecipazione societaria una leggerezza politica, riferendo di aver interrotto ogni rapporto non appena venute alla luce le criticità. Le decisioni della Giunta per le autorizzazioni saranno quindi decisive per stabilire se i messaggi possano entrare nel fascicolo giudiziario.

Possibili sviluppi e valore probatorio

Se la Giunta autorizzerà l’accesso, i pm potranno formalmente inserire le conversazioni agli atti e valutare la loro valenza probatoria rispetto alle accuse di riciclaggio e di intestazione fittizia aggravata da agevolazione mafiosa mosse nei confronti dei membri della famiglia Caroccia. La documentazione digitale, confrontata con atti societari e movimenti bancari, potrebbe chiarire i passaggi finanziari e i ruoli effettivi nella gestione del locale, contribuendo a definire il percorso processuale dei protagonisti.

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