9 Settembre 2026 🌤 30°

Traffico illecito di rifiuti: scoperta rete internazionale con esportazioni in Thailandia e Turchia

Un'indagine della Procura di Salerno ha portato al sequestro di beni per 3,4 milioni di euro legati a un traffico illecito di rifiuti. Coinvolte diverse regioni italiane e Paesi esteri.

Traffico illecito di rifiuti: scoperta rete internazionale con esportazioni in Thailandia e Turchia

Un’ampia operazione dei Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di Napoli ha portato al sequestro preventivo di beni per circa 3,4 milioni di euro nel quadro di un’inchiesta sulla gestione illecita di rifiuti. L’operazione, coordinata dalla Procura di Salerno guidata da Raffaele Cantone ha interessato le province di Salerno, Napoli, Bari, Potenza, L’Aquila, Latina e Frosinone.

L’indagine, iniziata nel settembre ha portato alla luce un sistema ben organizzato per il traffico illecito di rifiuti e il furto di materiale ferroso, principalmente da cantieri della Rete ferroviaria italiana. Le attività investigative hanno coinvolto intercettazioni telefoniche e telematiche, videoriprese e pedinamenti, rivelando un meccanismo complesso e articolato.

Il primo filone: esportazioni illegali verso la Thailandia

Il primo filone dell’inchiesta riguarda la Ricicla Campania s.r.l. con sede legale a San Giuseppe Vesuviano e operativa ad Albanella. Secondo gli investigatori, l’azienda gestiva illegalmente ingenti quantità di rifiuti urbani ingombranti, imballaggi misti, rottami ferrosi, pneumatici fuori uso e guarnizioni in plastica. Questi materiali venivano esportati in Thailandia senza la necessaria documentazione o con documenti falsificati, violando le normative nazionali e comunitarie sull’esportazione dei rifiuti.

Il secondo filone: il commercio illecito di rottami ferrosi

Un secondo filone investigativo ha rivelato la cessione illecita di rottami metallici da parte di Ricicla Campania alla Cermetal S.r.l. utilizzando prestanome. In un episodio specifico, è stata accertata l’esportazione verso la Turchia di oltre 5,1 milioni di chili di rottami ferrosi, documentati falsamente come materiale di recupero. Questo meccanismo, noto come giro bolla prevedeva l’emissione di documentazione contabile e di trasporto fittizia intestata a società inesistenti.

Le società coinvolte e il sistema del giro bolla

Le indagini hanno svelato un sistema più ampio gestito tramite diverse società, tra cui Cermetal S.r.l.C.R. Metalli S.r.l.Rag.Metal S.r.l.Autoricicla S.r.l. e Rafecology S.r.l.. Il sistema del giro bolla permetteva di movimentare illegalmente i rifiuti metallici attraverso documenti falsificati, eludendo i controlli.

I dettagli del sequestro e le misure cautelari

L’operazione ha portato al sequestro di 71 conti correnti8 camion e diversi impianti aziendali utilizzati per il traffico e il trasporto illegale dei materiali. Undici persone sono state convocate per l’interrogatorio preventivo, con la Procura che ha richiesto l’applicazione di misure cautelari personali. Il provvedimento di sequestro e le contestazioni saranno sottoposti a ulteriori valutazioni nelle fasi successive del procedimento, con la presunzione di innocenza che sussiste per gli indagati in attesa del giudizio definitivo.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Napoli adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 39 · NO₂ 9 µg/m³
SOLE OGGI
↑ 06:36 · ↓ 19:24
Durata giorno 12h 47'
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Settembre