Nel cuore di Napoli si riaccende, quest’anno per la quinta volta, la Uànema – Festa degli altri vivi. Un percorso culturale che, da 30 ottobre a 2 novembre 2026, ripropone più di trenta appuntamenti gratuiti, tutti finalizzati a valorizzare il stretto legame della città con l’aldilà. La manifestazione nasce dal rapporto secolare dei napoletani con le proprie anime pezzentelle, i teschi custoditi nelle scarabattole e le necropoli diffuse sotto le strade, offrendo una lettura contemporanea di una tradizione che non smette mai di vivere.
Calendario, prenotazioni e modalità di accesso
Gli organizatori, Full Heads srls, in collaborazione con il Comune di Napoli, hanno predisposto un calendario strutturato su quattro giornate. Tutti gli eventi sono gratuiti, ma è necessaria la prenotazione tramite la piattaforma Eventbrite a partire da martedì 27 ottobre alle 19:00. Le singole attività riportano orari precisi e, dove indicato, più turni di visita. Questa procedura garantisce un flusso ordinato di partecipanti e consente di gestire al meglio la capienza dei luoghi più affollati, come le catacombe o il Cimitero delle Fontanelle.
Luoghi emblematici della rassegna
La mappa dell’evento attraversa l’intero patrimonio storico-artistico della città: la Basilica di San Giovanni Maggiore, il Complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, le Catacombe di San Gaudioso e di San Gennaro, la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, la SMMAVE – ex Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, la Necropoli ellenistica di Neapolis, il Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, la Chiesa di Santa Luciella ai Librai, l’Ipogeo dei Cristallini, l’Ipogeo della Congrega di San Francesco d’Assisi e, per la prima volta, il Cimitero delle Fontanelle. La rassegna coinvolge inoltre casa Guarattelle e CasaCinema, creando un ponte tra tradizioni popolari e linguaggi artistici contemporanei.
Programma di spettacoli e iniziative speciali
Il 1° novembre, alle 19:00, la Basilica di San Giovanni Maggiore ospita “La Capuzzella Attilio. Quattro funerali, due matrimoni e una pensione”, spettacolo ideato da Amedeo Colella con la partecipazione di Umberto Tommaselli. L’evento, gratuito fino a esaurimento posti, utilizza l’ironia tipica della cultura partenopea per narrare la familiarità con la morte. Parallelamente, il Teatro delle Guarattelle presenta “Pulcinella e le anime pezzentelle”, uno spettacolo di burattini previsto il 31 ottobre alle 17:30 e il 1° novembre alle 11:30 presso Casa Guarattelle. Sempre il 31 ottobre, la compagnia Putéca Celidònia porta in scena “Cosa arcana e stupenda – Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie” nei due turni delle visite guidate alle Catacombe di San Gennaro (19:30 e 20:30). Lo stesso giorno, le attrici Imma Villa e Cecilia Lupoli leggono i “Dialoghi dei morti” di Luciano di Samosata alla Chiesa di Santa Luciella ai Librai (20:00 e 21:00).
Novità: visita notturna alle Fontanelle e maratona cinematografica
Il 2 novembre, giorno della Commemorazione dei defunti, il Cimitero delle Fontanelle apre per una visita notturna straordinaria, curata dalla Cooperativa La Paranza. Tre turni (19:30, 19:45, 20:00) consentono ai partecipanti di incontrare gli abitanti del quartiere, custodi di una memoria che si tramanda oralmente da generazioni. La visita mette in luce i migliaia di resti anonimi che la popolazione ha “adottato”, nominando e interrogando negli sogni. Dopo la chiusura delle visite, alle 21:00, CasaCinema avvia la maratona “Morti fuori orario”, una selezione di otto film che esplorano il ritorno dei defunti e le conseguenze di riti funebri interrotti. Il ciclo si ispira alle teorie di Enrico Ghezzi e Ernesto de Martino, trasformando la proiezione in una veglia collettiva in cui cinema e antropologia si incontrano.
Riflessioni sul significato di Uànema
Uànema si presenta non come una festa di Halloween importata, ma come un rituale napoletano che riunisce vivi e morti in uno spazio di condivisione. Attraverso teatro, cinema e letture, la manifestazione invita il pubblico a riconoscere le anime del Purgatorio, le capuzzelle e le anime pezzentelle come parti integranti della cultura cittadina. In un periodo segnato da conflitti e perdita di vite umane, prendersi cura dei resti senza nome assume un valore quasi sacro, riaffermando la tradizione di umanità profondamente radicata nella storia di Napoli.



