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Proteste in Italia per il caro vita: Napoli e altre città in tensione

Napoli scoppia in proteste contro gli aumenti: i manifestanti sfidano la polizia davanti al Municipio.

Proteste in Italia per il caro vita: Napoli e altre città in tensione

Venerdì 23 ottobre a Napoli decine di persone hanno lasciato Piazza Dante per marciare verso il cuore amministrativo della città, reclamando misure urgenti contro l’aumento dei prezzi. Il corteo, promosso da Potere al Popolo, ex Opg Occupato e altri gruppi della sinistra, è stato fermato con due cariche di polizia davanti al Palazzo San Giacomo, sede del Comune.

Napoli: il corteo che ha incontrato la polizia

Gli attivisti, partiti alle ore 18.00, hanno attraversato le strade del centro, passando per Via Tribunale e Piazza Municipio, dove hanno tentato di avvicinarsi all’ingresso principale del Palazzo. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno creato un cordone protettivo e, quando la folla ha cercato di oltrepassarlo, hanno lanciato due cariche consecutive. Un giornalista presente è rimasto leggermente contuso durante gli scontri.

Le richieste dei manifestanti

Durante la manifestazione sono state esposte sei istanze concrete: un tetto ai prezzi dei beni di prima necessità, un limite ai costi del carburante, trasporti pubblici gratuiti, la gratuità della tangenziale, il blocco degli aumenti degli affitti e la cessazione immediata degli sfratti. Un cartello con la data del prossimo sciopero generale del 30 ottobre è stato mostrato in alto, indicando la volontà di proseguire la protesta.

Il quadro nazionale: perquisizioni, arresti e interventi coordinati

Il giorno stesso, l’intero Paese ha vissuto una giornata di alta tensione per l’ordine pubblico. Sono state effettuate circa 150 perquisizioni in venti città, con una rete di blocchi preventivi e 9 arresti. In totale, 87 denunce sono state presentate e 371 persone, tra cui 110 minorenni, sono state condotte in questura. Milano è stata la città più colpita con 3 arresti, 41 denunce e 167 accompagnamenti; Torino ha registrato 1 arresto, 22 denunce e 27 accompagnamenti, di cui 8 minorenni.

Il ruolo del Movimento 17 ottobre

Le forze dell’ordine hanno individuato la presunta “mente” dietro la pagina Instagram del movimento, attribuendo la responsabilità a Youssef Siher, un italo-marocchino di 30 anni residente in provincia di Brescia. L’identificazione è avvenuta poco prima dell’orario in cui, secondo i social, sarebbero dovuti essere annunciati i luoghi di concentramento (14.30). Siher è stato posto alle porte di una questura milanese per l’interrogatorio.

Reazioni istituzionali e prospettive

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che le forze di sicurezza hanno «pianificato tutto quello che era pianificabile» e che sono state rinforzate le misure in diverse città, con particolare attenzione a Roma. Il capo del Viminale ha assicurato: «Siamo pronti a fronteggiare qualunque manifestazione». Parallelamente, la Presidente del Consiglio ha sottolineato che il diritto di manifestare deve essere tutelato, ma ha anche ribadito la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini, citando le recenti misure approvate dal Consiglio dei ministri per prevenire violenze e saccheggi.

In Campania, oltre alla protesta di Napoli, il 24 ottobre è prevista una manifestazione nazionale a Castel Volturno contro il progetto del Centro di permanenza per i rimpatri, con la partecipazione di autorità ecclesiastiche e politiche regionali. A Napoli sono programmate ulteriori iniziative, tra cui raduni in Piazza Garibaldi e Piazza del Plebiscito, e lo sciopero generale del 30 ottobre, che dovrebbe vedere una concentrazione di studenti in Piazza Mancini.

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