L’analisi annuale condotta da Ecosistema Urbano 2026 ha esaminato 106 capoluoghi di provincia, valutando qualità dell’aria, gestione delle acque, rifiuti, mobilità e consumo energetico. Il risultato globale indica un indice medio di sostenibilità del 55,72%, lieve crescita rispetto all’anno precedente, ma segnala ancora notevoli scostamenti tra Nord e Sud.
Mantova conquista il vertice della classifica di sostenibilità urbana
Con un punteggio di 81,29%, Mantova si aggiudica il primo posto, superando di poco Trento (76,53%) e Bolzano (75,47%). La città lombarda ha infatti ottimizzato la raccolta differenziata, ridotto le emissioni di CO2 e potenziato le reti ciclabili, superando la soglia del 75% che solo tre comuni hanno raggiunto. Al quarto posto troviamo Cremona (74,77%), seguita da Reggio Emilia, Bergamo, Parma e Pordenone, tutte sopra i 70% e confermando la tendenza dei centri medio-piccoli del Nord-Est a vantare politiche ambientali più efficaci.
Le leve del successo mantovano
Il comune ha investito nella modernizzazione degli impianti di depurazione, nella creazione di aree verdi pubbliche e in una flotta di autobus elettrici che ha portato i viaggi in trasporto pubblico a 115 per abitante, superando la media nazionale. Inoltre, la percentuale di acqua dispersa nelle reti è scesa al 33,1%, indice di una gestione più oculata delle risorse idriche.
Il divario Nord-Sud: Napoli al fondo della graduatoria
All’estremità opposta della classifica si colloca Napoli, con un indice di 30,80%, l’ultimo tra le 106 città analizzate. Le carenze più evidenti riguardano la qualità dell’aria (alto livello di biossido di azoto), la bassa percentuale di raccolta differenziata (meno del 20%) e una flotta di veicoli a combustione ancora dominante. Anche la gestione delle acque è problematica: più di un terzo dell’acqua immessa nelle reti viene disperso.
Fattori che penalizzano il Sud
Il capitale campano registra anche il più alto numero di auto circolanti per abitante, posizionandosi al 12° posto nella classifica dei veicoli inqunanti. Le politiche di incentivazione alle energie rinnovabili sono ancora limitate, e la densità di alberi urbani è tra le più basse del Paese, contribuendo a un micro-clima più caldo e a maggiore inquinamento.
Andamento delle grandi metropoli e segnali di miglioramento
Tra le grandi città, Bologna rimane la più sostenibile con 69,71%, nonostante una lieve discesa al 12° posto. Milano guadagna sette posizioni, attestandosi al 50° posto, grazie a un incremento dei passeggeri dei mezzi pubblici (da 86 a 103 viaggi per abitante). Venezia emerge con una delle migliori risalite, passando dal 47° al 31° posto, sostenuta da nuove zone pedonali e da un piano di riciclo dei rifiuti più ambizioso.
Raccolta differenziata e trasporto pubblico a livello nazionale
La media nazionale della raccolta differenziata si attesta al 66,15%, superando di 1 punto percentuale la precedente edizione. Tuttavia, città come Bari, Roma, Napoli e Catania rimangono ben al di sotto della media, con percentuali inferiori al 30%. Il trasporto pubblico registra un miglioramento, ma le disparità territoriali sono evidenti: le città del Nord mostrano valori superiori a 120 viaggi per abitante, mentre molte realtà meridionali non superano i 80.
La classifica 2026 conferma un quadro di progressi contenuti e forti contrasti regionali. Le politiche di gestione dei rifiuti e di mobilità sostenibile stanno dando risultati concreti in molte realtà del Nord-Est, mentre il Sud deve affrontare sfide strutturali legate a inquinamento, gestione idrica e scarsa diffusione di infrastrutture verdi.



