Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha dedicato la mattinata del 2 novembre 2026 a un tavolo di confronto presso Palazzo Santa Lucia. All’incontro hanno partecipato i sindaci di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, con l’obiettivo di analizzare la riorganizzazione dei punti nascita nei rispettivi territori.
Incontro a Palazzo Santa Lucia: i protagonisti e gli obiettivi
Secondo quanto comunicato dalla Regione, la discussione è stata definita ampia e costruttiva. Fico ha sottolineato che la tutela della salute di madri e neonati è una priorità irrevocabile e che ogni decisione dovrà rispettare gli standard di sicurezza previsti dalla normativa sanitaria nazionale. I sindaci, dal canto loro, hanno presentato le criticità legate alla distanza geografica delle strutture, soprattutto per le aree interne del Cilento e del Golfo di Policastro.
Rischio chiusura del punto nascita di Sapri
L’ASL Salerno ha fissato al 16 novembre 2026 la data di cessazione delle attività del punto nascita dell’ospedale Immacolata di Sapri. Tale provvedimento ha innescato un clima di allarme nella popolazione locale, poiché la chiusura significherebbe per molte donne dover affrontare trasferimenti verso centri più distanti, con conseguenze sia logistiche sia emotive.
Posizione della CGIL e minaccia di sciopero
La Funzione Pubblica CGIL Salerno ha dichiarato che, in assenza di una soluzione concreta, il sindacato è pronto a proclamare lo sciopero di tutto il personale sanitario dell’ospedale Immacolata. La CGIL ha rimproverato l’assenza di rappresentanti dei lavoratori e dei comitati civici al tavolo del 2 novembre, pur riconoscendo l’importanza del confronto istituzionale per trovare una risposta tecnica e amministrativa che blocchi la chiusura.
Prospettive e prossimi passi
Fico ha assicurato che il tavolo sarà riconvocato nei giorni successivi per approfondire le proposte emerse. La CGIL, richiamando le promesse della campagna elettorale del presidente – che aveva posto la salvaguardia dei servizi sanitari delle aree interne al centro della sua agenda – esige ora un intervento concreto. Nel frattempo, le autorità regionali stanno valutando soluzioni che tengano conto delle difficoltà di collegamento del territorio cilentano, evitando di basare le decisioni esclusivamente su parametri numerici.
Il dibattito resta aperto: la Regione Campania deve coniugare le esigenze di efficienza sanitaria con il diritto costituzionale alla salute, garantendo alle donne del Cilento e del Golfo di Policastro la possibilità di partorire nella propria terra. La risposta ai sindaci e alla CGIL nei prossimi incontri potrebbe determinare se il punto nascita di Sapri resterà operativo o sarà sostituito da una struttura più distante.



