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Cattura a Casalnuovo: arrestato Gennaro Russo, presunto ras del Clan Contini

La fuga di Gennaro Russo, detto 'o suricillo', si è conclusa a Casalnuovo dopo tre mesi: la cattura è il frutto di un'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia con la Squadra Mobile di Napoli, la S.I.S.C.O. partenopea e il Servizio Centrale Operativo.

Cattura a Casalnuovo: arrestato Gennaro Russo, presunto ras del Clan Contini

La latitanza di Gennaro Russocinquantenne noto come ‘o suricillo’, si è interrotta quando le forze dell’ordine lo hanno bloccato nel comune di Casalnuovo. Russo è ritenuto un esponente di spicco del Clan Continicomponente dell’Alleanza di Secondigliano insieme ai gruppi Licciardi e Mallardo. L’arresto è arrivato dopo un periodo di irreperibilità iniziato all’indomani della maxi-operazione di inizio marzo, che aveva portato all’esecuzione di 39 ordinanze di custodia cautelare.

Cattura a Casalnuovo dopo tre mesi di latitanza

Secondo quanto emerso, le attività investigative hanno portato al controllo del territorio nell’hinterland napoletano e infine al blitz che ha fermato Russo mentre si trovava in auto in compagnia di una donna. La latitanza, iniziata il 3 marzo, è proseguita per circa tre mesi prima della cattura; altre fonti nell’inchiesta parlano di durate analoghe, fino a quattro mesia seconda delle fasi operative. Per l’indagato si sono aperte le porte del carcere in attesa degli interrogatori e delle procedure giudiziarie previste.

Tecniche investigative che hanno portato all’arresto

Le ricerche sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e realizzate con il supporto operativo della Squadra Mobile di Napolidella S.I.S.C.O. partenopea e del Servizio Centrale Operativo (SCO). Gli inquirenti hanno combinato servizi di osservazione e pedinamento con l’impiego di strumenti tecnologici per il tracciamento dei contatti: un monitoraggio definito meticoloso che ha consentito di individuare il covo e orchestrare un intervento rapido, senza lasciare vie di fuga.

Il ruolo attribuito a Russo nel rione Connolo e l’organigramma del Clan Contini

Le indagini coordinati dalla Procura hanno ricostruito la struttura operativa del clan, che si presenta come un’organizzazione con vertici nazionali e articolazioni locali. Nel quadro descritto dagli investigatori, Russo avrebbe svolto funzioni di rilievo nella gestione delle attività illecite nei quartieri di Poggioreale e, in particolare, nel rione Sant’Alfonso — storicamente noto come Connolo — insieme ai fratelli Antonino e Giovanni. A Russo vengono contestate responsabilità relative a estorsioni, narcotraffico e controllo delle piazze di spaccio.

Accuse e numeri dell’inchiesta

La stessa inchiesta che ha originato la ricerca di Russo aveva portato all’esecuzione di 39 misure cautelari e coinvolge complessivamente un numero significativo di indagati. Nelle fasi culminanti dell’operazione erano già emersi numeri rilevanti: 126 indagati e oltre 70 arresti in alcuni passaggi dell’attività investigativa sono stati tra i dati richiamati nell’ambito delle misure. La Procura contesta a Russo, fino a sentenza definitiva, la gestione delle attività criminali a vario titolo.

Dal lavoro della Squadra Mobileguidata dal dirigente Mario Grassiae dei carabinieri del Reparto operativo, diretti dal colonnello Antonio Bagarolosarebbe emerso che il ruolo di Russo era operativo e centrale nella catena di approvvigionamento e distribuzione degli stupefacenti destinati alle piazze sotto controllo del clan. Per gli investigatori, la sua figura rispondeva alle direttive dei vertici dell’organizzazione e partecipava all’organizzazione logistica delle attività illecite.

Nel procedimento, la Direzione Distrettuale Antimafia ha visto l’attività investigativa coordinata da magistrati che hanno seguito le fasi dell’inchiesta. Tra i nomi coinvolti nelle indagini figurano i pubblici ministeri Alessandra Converso e Sergio Amatoche hanno diretto le attività giudiziarie collegate all’operazione. L’arresto di Russo rappresenta un tassello nella più ampia attività volta a ricostruire le reti di fiancheggiamento e protezione che hanno permesso ad alcuni esponenti del clan di rendersi temporaneamente irreperibili.

Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno evidenziato come l’organizzazione mantenga un’articolazione capace di esercitare controllo territoriale attraverso referenti locali, pur rispondendo alle decisioni della cupola. In questo contesto, la figura di Russo è stata descritta dagli investigatori come un punto di riferimento per gli affari criminali nell’area di Poggioreale, con responsabilità operative e di coordinamento sul fronte del narcotraffico e delle estorsioni.

Il fermo di Gennaro Russo a Casalnuovo chiude una fase di latitanza che ha impegnato per settimane le forze dell’ordine e avvia una nuova fase processuale nella quale saranno approfonditi i rapporti interni al Clan Contini e gli eventuali canali di rifornimento e tutela che hanno consentito la temporanea irreperibilità del presunto ras.

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