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Emanuele Filiberto scopre il Museo privato del Corallo a Torre del Greco

Il principe Emanuele Filiberto ha esplorato il Museo privato del Corallo Liverino a Torre del Greco, restando colpito dall'arte in corallo e dalle radici storiche delle opere

Emanuele Filiberto scopre il Museo privato del Corallo a Torre del Greco

Nel cuore di Torre del Greco si trova un luogo che unisce artigianato e memoria: il Museo privato del Corallo Liverino, scavato nella roccia lavica a circa sei metri di profondità. Recentemente il museo ha ricevuto la visita di Emanuele Filiberto, noto anche per il suo ruolo come presidente onorario della squadra di calcio Savoia di Torre Annunziata. La presenza del principe ha acceso l’attenzione sul valore storico e culturale delle collezioni custodite, evidenziando come un patrimonio privato possa dialogare con la collettività attraverso la fruizione museale.

Il museo: spazi, storia e accessibilità

Il Museo del Corallo si distingue per l’ubicazione e per la tipologia delle opere esposte: la scelta di ambientare la collezione in spazi sotterranei ricavati nella lava rende l’esperienza espositiva singolare e suggestiva. L’idea di conservare il patrimonio a sei metri sotto il livello stradale valorizza il rapporto tra materia e contesto, offrendo ai visitatori un percorso che unisce la componente naturale a quella artistica. Secondo il principe, l’arte trova il suo pieno significato quando è accessibile al pubblico; per questo motivo la fruibilità delle collezioni diventa un tema centrale nella narrazione del museo.

La collezione: dal Cinquecento al contemporaneo

Le opere ospitate spaziano per epoche e linguaggi: ci sono manufatti che risalgono al Cinquecento e al XVIII secolo, affiancati da lavori di artisti contemporanei come il belga Jan Fabre. Il filo conduttore è il corallo, materiale che il principe ha definito capace di attraversare i secoli senza perdere fascino, mostrando una permanenza del valore sia come materia sia come ispirazione estetica. In questo contesto il corallo non è solo materia prima, ma anche linguaggio artistico che mette in dialogo tecniche orafe, intagli e applicazioni materiche diverse.

La conchiglia incisa e la maestria dell’intaglio

Tra gli oggetti che hanno colpito particolarmente la delegazione si trova una grande conchiglia incisa, lavoro di Giovanni Sabbato compiuto in un arco decennale tra il 1873 e il 1883. Quest’opera rappresenta una raffinata testimonianza di abilità tecnica e di gusto ottocentesco, esaltando riferimenti culturali come la grandezza dell’Inghilterra vittoriana. La conchiglia è esempio di come materiali marini possano essere trasformati in superfici narrative, dove l’incisione dialoga con l’ornamento e con la storia che l’oggetto porta con sé.

Il presepe in corallo: simbolo di artigianato e scelta etica

Un capitolo a parte riguarda il presepe in corallo, opera di oreficeria realizzata negli anni ’80 da Basilio Liverino, imprenditore e Cavaliere del Lavoro, e custodita sotto teca. Scolpito interamente in corallo e madreperla, il presepe ha attirato offerte importanti nel passato; il fondatore tuttavia decise di non cederlo, sostenendo che l’arte debba prima di tutto essere preservata. Questa scelta ha consentito la trasmissione dell’arte presepiale alla generazione successiva, con il figlio, il Maestro Enzo Liverino, che ha raccolto tecniche e sensibilità del padre per continuare la tradizione.

Una traccia istituzionale e comunitaria

La rilevanza delle opere Liverino travalica i confini locali: nel 2018 gli studenti di Portici hanno donato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un presepe in corallo scuro del Mediterraneo, segno di come il patrimonio si leghi a iniziative educative e istituzionali. Questo episodio sottolinea il ruolo sociale del museo come luogo di memoria e di dialogo tra scuole, comunità e istituzioni, oltre a rafforzare il valore simbolico del corallo come bene culturale condiviso.

Le impressioni del principe: arte e sport a confronto

Durante la visita Emanuele Filiberto si è dichiarato sinceramente colpito, raccontando che l’arte suscita in lui emozioni intense paragonabili alla passione per lo sport, un campo a cui è da sempre legato. Pur senza indicare opere preferite, ha sottolineato la capacità del corallo di mettere in relazione passato e presente, rendendo tangibile un filo che attraversa secoli di pratica artistica. Le sue osservazioni hanno messo in luce l’importanza di preservare questi tesori in musei accessibili, affinché il valore estetico e storico continui a parlare alle nuove generazioni.

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