17 Settembre 2026 ☁ 27° Allerta gialla · pioggia · fino 19 Settembre 23:59

Fiera di Somma: dal privilegio reale al mastromercato

Le antiche fiere di Somma, dal privilegio angioino ai poteri del mastromercato, svelano una storia ricca di religione e giustizia.

Fiera di Somma: dal privilegio reale al mastromercato

Nel territorio di Somma, le manifestazioni commerciali hanno radici profonde che affondano nel tardo Medioevo. Le prime testimonianze documentate risalgono al periodo angioino, quando il re di Napoli Carlo II d’Angiò rilasciò una serie di licenze che diedero forma alle prime nundinae della zona.

Le concessioni di Carlo II e la fiera settimanale del martedì in albis

Nel 1293, il sovrano concesse ai cittadini di Somma il diritto di tenere un mercato ogni martedì, come risulta dal registro della Zecca di quel anno. L’anno successivo, con il documento datato 1294, venne confermata la stessa prerogativa e, in aggiunta, fu concessa ai Padri Predicatori la proprietà del territorio noto come Campus Dompnicus. Queste concessioni furono poi ribadite nel 1300, quando Carlo II autorizzò una fiera annuale di otto giorni, a partire dal 23 aprile, in concomitanza con la festa di San Giorgio. Il privilegio imponeva che l’attività commerciale non arrecasse danno allo Stato né alle comunità vicine.

Il passaggio dal martedì domenicale

Nel corso dei secoli il giorno stabilito per la fiera cambiò: già nel 1292 la legge locale prevedeva la concentrazione del mercato la domenica, mentre la consuetudine del martedì rimase viva nella memoria popolare. Quando l’abate Domenico Maione descrisse la situazione nel suo trattato del 1703, la fiera si svolgeva regolarmente la domenica, dimostrando come la pratica quotidiana si fosse stabilizzata nonostante le antiche concessioni.

Da San Giorgio a Santa Maria del Pozzo: l’evoluzione della devozione e della sede

La tradizione locale attribuisce la nascita della fiera di San Giorgio a Giovanna di Trastamara (1455-1517), vedova di Ferdinando I, che si rifugiò nella residenza della Starza di Somma. La regina, secondo testimonianze tramandate, istituì una celebrazione annuale ogni martedì in albis per promuovere il culto della Vergine del Pozzo. Tuttavia, l’attuale chiesa di Santa Maria del Pozzo fu consacrata solo nel 1575, ben dopo la morte di Giovanna, e la precedente abbazia angioina, nota come Sanctae Mariae de Puteo fu sepolta dall’alluvione del 1488.

Il legame con la devozione francescana

Nel 1510 iniziò la ricostruzione del nuovo edificio rinascimentale, promossa dal mecenatismo della Regina. Con l’arrivo dei frati francescani, la fiera originariamente dedicata a Santa Maria del Pozzo assunse il nome di San Francesco, come attestano gli archivi della Regia Camera della Sommaria (Indice dei Processi 1595, registri Partium 1590). Questo passaggio suggerisce una terza trasformazione devozionale, in cui la stessa manifestazione commerciale cambiò più volte la propria dedica, mantenendo però la sede di sempre: lo spiazzo antistante la chiesa.

Il mastromercato o magister nundinarum: potere giudiziario temporaneo

Un elemento peculiare della fiera era la figura del mastromercato o magister nundinarum, un magistrato temporaneo nominato dall’Università locale per l’intera durata della manifestazione e gli otto giorni successivi. Durante questo periodo, il mastromercato esercitava piena giurisdizione civile e penale su tutti gli scambi avvenuti sia in città sia nei casali di Somma, sospendendo le prerogative del Governatore Regio. Tale privilegio fu probabilmente concesso dalla regina Giovanna di Trastamara prima della sua morte nel 1517.

Alcuni storici, tra cui Alberto Angrisani, hanno ipotizzato una formalizzazione del ruolo nel 1496, ma l’assenza di documenti diplomatici conferma che la data è incerta. La mancanza di regesti o copie del diploma reale rende difficile stabilire con certezza l’anno di istituzione. Ciò nonostante, la continuità del mastromercato è attestata fino al 1806, quando l’arrivo delle truppe francesi pose fine al privilegio.

Dalle concessioni di Carlo II all’ultimo mastromercato, la storia del mercato locale testimonia la capacità di una piccola comunità di adattarsi ai mutamenti politici e religiosi, mantenendo al contempo una tradizione commerciale che ha segnato l’identità stessa del territorio.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Napoli adesso

QUALITÀ ARIA
Moderata
PM10 32 · NO₂ 20 µg/m³