9 Giugno 2026 🌫 22°

Il libro che ricostruisce le origini del calcio a Napoli tra 1905 e 1926

Un pronipote racconta, attraverso documenti e fotografie, la vicenda di Luigi Salsi e dei primi club partenopei tra 1905 e 1926, tratteggiando la Napoli della Belle Époque e la genesi del Napoli calcio.

Il libro che ricostruisce le origini del calcio a Napoli tra 1905 e 1926

La vicenda raccontata nel nuovo volume di Alessandro Zampaglione riporta all’attenzione pubblica una pagina poco nota della storia sportiva napoletana: quella dei primi passi del football in città. Il libro, in uscita il 30 giugno per Garrincha Edizionisi basa su materiali privati e documenti d’epoca custoditi in famiglia e mette al centro la figura di Luigi Salsiingegnere e giornalista sportivo che operò a Napoli nel primo Novecento.

Non si tratta di una ricostruzione generica: l’opera copre un arco temporale preciso, dal 1905 fino al 1926e passa in rassegna le formazioni che precedettero il club che oggi conosciamo come Napolitra cui il Naples Football Clubl’Internazionale Napoli e l’Internaples. Attraverso fotografie, articoli e atti conservati nell’archivio della famiglia Salsi, emergono dettagli sulla vita associativa, sulle figure chiave e sul contesto urbano che favorì l’affermazione del calcio in città.

Luigi Salsi e il ruolo dei pionieri nel calcio napoletano

Al centro del racconto c’è la biografia professionale e sportiva di Luigi Salsifigura poliedrica: oltre a esercitare la professione di ingegnerefu attivo come giornalista sportivo e ricoprì l’incarico di direttore della storica Rassegna Sportiva. Il volume ripercorre il suo impegno organizzativo e culturale, mostrando come uomini di formazione e provenienze diverse abbiano contribuito a diffondere il gioco del pallone in una città in trasformazione.

Documenti, fotografie e memoria familiare

La ricerca che sta alla base del libro si fonda su un corpus di materiali conservati per oltre un secolo: lettere, fotografie, ritagli di stampa e verbali. Questi elementi permettono di ricollegare nomi, date e avvenimenti e di restituire spessore umano a protagonisti che spesso restano relegati ai margini delle ricostruzioni ufficiali. L’autore riporta aneddoti e passaggi organizzativi che spiegano la genesi di società come il Naples Football Club e la trasformazione che portò, dopo fusioni e vicende locali, all’affermarsi del Napoli come club cittadino.

Il contesto sociale e culturale di Napoli tra Novecento e anni Venti

Il libro non si limita a una cronaca sportiva: inserisce lo sviluppo del football all’interno della Napoli della Belle Époqueillustrando fermenti culturaliiniziative imprenditoriali e trasformazioni urbane che caratterizzarono la città tra l’inizio del Novecento e gli anni Venti. La narrazione mostra come lo sport si intrecciasse con dinamiche sociali più ampie, contribuendo alla costruzione di nuove identità collettive e a forme di aggregazione giovanile.

Attraverso le pagine dedicate ai campi, alle società e ai protagonisti, emerge un quadro di Napoli in cui il calcio diventa specchio e motore di cambiamento: non solo attività ludica, ma occasione di incontro tra classi e generazioni diverse, e terreno di sperimentazione organizzativa e mediatica.

La durata temporale della ricerca

Il periodo trattato, compreso tra il 1905 e il 1926copre ventuno anni fondamentali per la cristallizzazione delle strutture sportive cittadine. La scelta di questo intervallo permette di seguire la progressiva evoluzione di club e pratiche, fino al momento che molti considerano spartiacque per la storia calcistica partenopea.

L’autore sintetizza il proprio impulso alla ricerca con parole che spiegano il valore civile dell’operazione: «Ho sentito il dovere di raccontare una storia che rischiava di essere dimenticata. Una storia custodita per oltre un secolo tra documenti, fotografie e testimonianze familiari, che appartiene non soltanto alla memoria della mia famiglia, ma a quella dell’intera città di Napoli», afferma Alessandro Zampaglione.

Il volume promette dunque di restituire visibilità a una generazione di pionieri e di inserire il racconto sportivo nel più ampio contesto storico della città, offrendo al lettore sia dati di archivio sia tocchi biografici che ne facilitano la comprensione umana e sociale.

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