Il mondo dello sport napoletano potrebbe vivere una rivoluzione senza precedenti. Un fondo statunitense, Underdog Global Partners (UGP)ha messo gli occhi su Napoli Calcio e Napoli Basket, con l’obiettivo di creare un polo multisportivo integrato che possa competere con i grandi club europei.
L’idea è quella di unire le due realtà sportive sotto un’unica holding, seguendo il modello di successo del Real Madriddel Barcellona e del Bayern Monaco. Un progetto ambizioso che punta a valorizzare il brand Napoli su scala globale, sfruttando la passione unica dei tifosi partenopei.
Il modello Real Madrid: un’unione strategica
Matt Rizzetta, fondatore e managing partner di UGP, ha rivelato i dettagli del piano durante un’intervista al podcast Business of Soccer di Bloomberg. L’ingresso nel Napoli Basket ha aperto le porte a una nuova visione: quella di legare i destini del calcio e della pallacanestro napoletana sotto un unico tetto societario.
Napoli viene descritta come una realtà unica al mondo per valore commerciale, grazie a una passione viscerale e all’assenza di una concorrenza cittadina. A differenza di altre metropoli, Napoli si stringe attorno a un’unica maglia calcistica, un fattore commerciale ritenuto fondamentali, specialmente alla vigilia del centenario del club e con il mito di Diego Armando Maradona a fare da traino globale.
Investimenti e infrastrutture
Il piano industriale di UGP non si limita all’acquisizione delle quote societarie. Prevede anche massicci investimenti privati per l’ammodernamento dello stadio e il potenziamento delle infrastrutture collegate. L’obiettivo finale è quello di proiettare il brand azzurro direttamente nella Top 15 dei marchi calcistici più ricchi e monetizzabili del pianeta nel giro dei prossimi dieci anni.
Il potenziale globale del brand Napoli
Il fondo americano è attratto non solo dal calore della tifoseria locale, ma anche da una precisa analisi demografica ed economica legata all’espansione del marchio su scala planetaria. Rizzetta ha sottolineato la forza geopolitica del tifo napoletano nel mondo, evidenziando come Napoli sia solo la quinta città più popolosa di napoletani al mondo.
“Napoli ha una comunità internazionale massiccia. Napoli, che ci crediate o no, è solo la quinta città più popolosa di napoletani al mondo. Pensateci. E ci sono 4 milioni di persone a Napoli. Non è che sia una città minuscola. Ma se guardi a San Paolo, Buenos Aires, ci sono in realtà, quattro città nel mondo che hanno più napoletani di quanti ce ne siano a Napoli, e Napoli ha 4 milioni di persone che vivono lì. Quindi questo giusto per darvi un’idea di che tipo di potenziale internazionale sentivamo avesse quel marchio”, ha dichiarato Rizzetta.
La posizione di De Laurentiis: muro o strategia?
Nonostante la portata della proposta e la solidità del progetto targato UGP, la strada percorsa finora ha trovato un ostacolo importante. Aurelio De Laurentiis, da sempre restio a cedere la sua creatura senza una valutazione che rispecchi i suoi parametri, ha per il momento congelato ogni trattativa rifiutando l’offerta iniziale.
Resta da capire se la mossa del presidente del Napoli sia una chiusura definitiva o l’inizio di una complessa partita a scacchi finanziaria destinata a infiammare i prossimi mesi. Una cosa è certa: l’interesse dei grandi capitali esteri per il calcio italiano non accenna a fermarsi, e Napoli è finita al centro del radar.
Il nuovo centro sportivo: un progetto in evoluzione
Mentre si discute del futuro societario, il Napoli avanza anche nel progetto di realizzazione di un nuovo centro sportivo. Aurelio De Laurentiis e Bruno Discepolo, ex assessore regionale all’urbanistica, hanno ripreso le trattative per le aree di Monterusciello, Succivo e Castel Volturno. L’obiettivo è arrivare a un punto d’inizio entro la fine dell’estate.
Il quartier generale che ospita il Napoli potrebbe essere al centro di una trattativa per il prolungamento della permanenza della squadra per altri due anni, il tempo necessario per realizzare la nuova casa azzurra. La famiglia Coppola ha comunicato l’intenzione di destinare ad altro quell’area, ma non è escluso che possa dare la propria disponibilità a trattare il proseguimento del rapporto con il club.
Le opzioni sul tavolo
Tra le opzioni sul tavolo di Discepolo e del Napoli, c’è anche quella di Succivo, dove sono stati verificati i requisiti urbanistici per la realizzazione anche di un piccolo stadio. De Laurentiis insiste, sia pure in ottica stadio nuovo, per l’area di Napoli Est, zona San Giovanni a Teduccio, dell’ex Q8. Ha avuto contatti diretti con i vertici della proprietà del Kuwait, ottenendo rassicurazioni sulla bonifica dell’area entro fine anno.
Il vero sogno, che rischia di rimanere tale, è l’ex Coverciano del tennis di Monterusciello. Il sindaco di Pozzuoli, Manzoni, ha spiegato che si tratta di un’area che non può essere soggetta a trattativa privata, ma che può essere ceduta solo dopo un bando di gara e l’approvazione di una variante urbanistica. Inoltre, i terreni, quasi 35 ettari, hanno un costo iniziale di almeno 12 milioni di euro per la restituzione dei fondi all’Unione Europea.
Nonostante le difficoltà, ci sono segnali di un decisivo avanzamento del progetto “casa napoli“: il club ha l’obiettivo di spostare le squadre che giocano nel centro sportivo Kennedy e a Cercola entro 12 mesi. In ogni caso, nell’anno del Centenario, c’è grande fermento per un progetto di sviluppo delle infrastrutture di cui si parla da troppo tempo.
De Laurentiis torna sulla questione stadio
Nel corso della conferenza stampa per la presentazione dei ritiri estivi del Napoli, Aurelio De Laurentiis è tornato a parlare della questione stadio. “Anni fa, quando arrivò Ancelotti, dissi che il Maradona era un ces.o e la mia idea non è cambiata. Anche spendendo 200 milioni, con una ‘romanella’, non è che si risolvono i problemi. Dello stadio ne parleremo prossimamente. Sul centro sportivo, invece, non ci sono problemi”, ha dichiarato il patron azzurro.



