Il Molo San Vincenzo di Napoli ha ospitato la seconda edizione del Al Faro Festival un evento che ha trasformato questo luogo storico in un palcoscenico a cielo aperto dedicato alla cultura e alla memoria. Con oltre cinquecento presenze, la serata inaugurale ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo istituzionale e culturale.
Un luogo dell’anima per i napoletani
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi ha sottolineato il valore simbolico del Faro: “Il Faro è un luogo dell’anima per i napoletani: restituisce il senso di una Napoli internazionale capace di guardare oltre l’orizzonte senza perdere la propria identità.” L’obiettivo è quello di aprire sempre di più il Molo San Vincenzo alla città, restituendo ai cittadini e ai turisti uno spazio straordinario che per troppo tempo è rimasto chiuso.
L’assessora al Turismo, Teresa Armato ha aggiunto: “Siamo tra il Faro e la statua di San Gennaro. Il mare ha portato a Napoli civiltà e culture, ma è anche il luogo da cui tanti napoletani sono partiti. In un momento storico segnato da guerre e migrazioni, il mare deve tornare a essere speranza.”
La serata inaugurale: parole, tango e memoria
La serata è stata aperta dallo scrittore Maurizio De Giovanni con lo spettacolo “El Mar De Dios”, un viaggio emozionale che celebra il legame tra Napoli e l’Argentina, prendendo spunto dal celebre “gol del secolo” di Diego Armando Maradona. “Parliamo del Mediterraneo, un mare che dovrebbe essere un ponte e un luogo di festa, mentre troppo spesso è diventato dolore”, ha dichiarato De Giovanni dal palco.
Lo spettacolo ha visto l’intreccio delle parole dello scrittore con le note del pianoforte di Gloria Campaner e del bandoneón di Mario Stefano Pietrodarchi fondendo la tradizione partenopea con le composizioni di Gardel e Piazzolla. A completare il quadro, le interpretazioni del soprano Nadezhda Nesterova i corpi dei danzatori del Balletto di Roma e l’impatto visivo delle opere di Roxy in the Box.
Installazioni e partecipazione del pubblico
Ad accogliere gli spettatori all’ingresso del Molo è stata l’installazione di Ivan Tresoldi un “bosco di lettere” legate da fili rossi che ha trasformato la banchina in un laboratorio collettivo. Gli spettatori sono stati invitati a lasciare un messaggio, una voce o una storia destinata a crescere per tutta la durata del festival, proprio come il mare che gli scorre accanto.
La programmazione gratuita del festival proseguirà tutte le sere fino al concerto all’alba del 2 agosto, offrendo una serie di eventi che celebrano il mare come simbolo di memoria, partenze, approdi e speranza.



