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Rissa con sparatoria a Napoli: gli arresti e le indagini in corso

Giuseppe Triuolo ed Emanuele Iaccarino sono stati fermati dopo la rissa con sparatoria a Napoli in piazzetta Montesanto. Scopri i dettagli delle indagini e le ultime novità.

Rissa con sparatoria a Napoli: gli arresti e le indagini in corso

Nel tardo pomeriggio di lunedì scorso, piazzetta Montesanto a Napoli è diventata teatro di una violenta rissa con sparatoria. Gli eventi hanno portato al fermo di Giuseppe Triuolo ed Emanuele Iaccarino, accusati rispettivamente di aver sparato in aria con una pistola e di aver brandito un kalashnikov in piazza. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Dda di Napoli, hanno portato alla luce una serie di dettagli preoccupanti.

Gli arresti e le convalide

Il GIP del tribunale di Napoli ha convalidato i fermi di Triuolo e Iaccarino, che restano in carcere. Triuolo è difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina, mentre Iaccarino è assistito da Ciro Arino. Non è stata convalidata, invece, la misura cautelare per Arianna Rossetti, compagna di Triuolo, che è stata scarcerata dal carcere di Santa Maria Capua Vetere. La donna era accusata di detenzione aggravata di una pistola non ancora ritrovata. Resta in carcere anche Gennaro Calvanese, trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa.

Le indagini e i dettagli emersi

Secondo gli inquirenti, alcuni degli indagati stavano preparando la fuga: biglietti per l’estero, richieste di passaporto e bagagli già pronti. Questo suggerisce una pianificazione dietro gli eventi. Gli inquirenti hanno definito la rissa come uno scontro tra soggetti criminalmente contrapposti due gruppi che si fronteggiano e che hanno trasformato una piazza piena di passanti in un teatro di guerra. Gianluca Calvanese, 38 anni, è stato arrestato in flagranza di reato con una pistola calibro 9 con matricola abrasa e 12 colpi nel caricatore.

Il ruolo delle donne

Le donne non sono rimaste sullo sfondo in questa vicenda. Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino, avrebbe inizialmente preso la pistola dalle mani del convivente, tentando di nasconderla in un negozio e poi sistemandola nella Fiat Panda utilizzata da Triuolo. È stato proprio Triuolo a recuperare la pistola, esplodendo i colpi che hanno scatenato il panico tra famiglie, bambini e turisti. Iaccarino, dopo essersi allontanato, è tornato con un Ak-47, percorrendo indisturbato la piazza. Il fucile è stato ritrovato nascosto sotto un’auto in uso allo stesso indagato, occultato con l’aiuto di due donne. La pistola utilizzata da Triuolo, invece, non è stata ancora trovata.

La ricostruzione degli eventi

Per ricostruire quei minuti, gli investigatori non si sono affidati solo ai filmati diventati virali. Hanno acquisito anche le immagini di sei telecamere di videosorveglianza che hanno permesso di seguire ogni spostamento: l’arrivo in scooter, la rissa, il passaggio della pistola, la fuga sulla Panda, il ritorno con il kalashnikov e l’allontanamento. Le indagini, coordinate dalla Dda, cercano di definire il movente. Le ipotesi portano al controllo di affari illeciti: truffe agli anziani, droga, spartizione di denaro.

La violenza non si è consumata solo in strada: è stata filmata, condivisa e rilanciata. È diventata uno spettacolo pubblico. Prima le urla, poi gli spintoni. I caschi usati come clave, i pugni, gli inseguimenti. Infine, gli spari. E quel kalashnikov fabbricato nell’Est Europa, con il doppio caricatore inserito, mostrato con una disinvoltura che ricorda più un videogioco o un film che una scena reale. Un’arma da guerra esibita davanti a passanti, commercianti, famiglie con bambini e turisti. Non utilizzata, per fortuna.

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