Negli ultimi giorni la piazza Miracoli di Napoli è stata sede di una lunga occupazione da parte degli alunni dell’Istituto Vincenzo Cuoco-Campanella. La mobilitazione, nata da richieste di miglioramento delle condizioni didattiche e dalla necessità di una maggiore partecipazione degli studenti alle decisioni scolastiche, ha visto la chiusura temporanea delle lezioni e la trasformazione dei corridoi in spazi di dibattito pubblico.
Occupazione dell’Istituto Cuoco-Campanella
Dal lunedì precedente fino a sabato, gli studenti hanno mantenuto una presenza costante all’interno dell’edificio, organizzando assemblee, esponendo cartelloni e tenendo discorsi pressanti verso le autorità locali. Le richieste includono la ristrutturazione di laboratori, l’aggiornamento dei materiali informatici e l’istituzione di un consiglio studentesco permanente. Durante l’occupazione, le aule sono state temporaneamente trasformate in aree di incontro, ma nessun danno materiale è stato segnalato.
Rivendicazioni degli alunni
Gli studenti hanno sottolineato che il diritto di protestare è fondamentale in una democrazia, ma hanno anche ammesso la necessità di mantenere il rispetto per gli spazi condivisi. In una dichiarazione congiunta, hanno chiesto al Comune e all’Amministrazione scolastica di avviare un dialogo costruttivo entro una settimana, promettendo di interrompere l’occupazione non appena venissero prese misure concrete.
Operazione di pulizia e riordino
Sabato pomeriggio, poco prima della ripresa delle lezioni, una parte dei ragazzi ha deciso di dare una svolta pratica alla protesta: hanno avviato una vera e propria operazione di pulizia. Armati di scope, sacchi e detergenti, hanno ripulito aule, corridoi, laboratori e spazi comuni, rimuovendo fogli sparsi, borracce vuote e segni di utilizzo intensivo. Il gesto è stato volontario e coordinato da un piccolo gruppo di rappresentanti, che ha distribuito i compiti in modo da coprire l’intera scuola entro poche ore.
Messaggio di rispetto per il patrimonio pubblico
Al termine dell’attività, gli alunni hanno raccolto i materiali di pulizia e hanno lasciato un messaggio scritto sui banchi: “Il diritto di protestare può convivere con il rispetto per i beni pubblici e per la comunità scolastica”. Questa frase sintetizza l’intento della pulizia: dimostrare che la contestazione non è incompatibile con la cura del patrimonio collettivo. Il personale scolastico, presente durante l’intervento, ha elogiato l’impegno e ha confermato che le aule sono pronte per la riapertura.
La direzione dell’istituto ha annunciato che, a partire da lunedì, le lezioni riprenderanno regolarmente, mentre le autorità comunali hanno espresso la volontà di incontrare i rappresentanti studenteschi per discutere le richieste avanzate. La vicenda ha già suscitato l’interesse di altri istituti della città, che osservano con attenzione il risultato di questo esperimento di protesta responsabile.



