Negli anni ottanta, l’azienda Isochimica, diretta da Elio Graziano, gestiva a Borgo Ferrovia, frazione di Avellino, l’attività di scoibentatura delle carrozze ferroviarie per conto delle Ferrovie dello Stato. Il lavoro, svolto in ambienti chiusi e poco ventilati, prevedeva l’uso intensivo di amianto, materiale allora considerato normale per le sue proprietà isolanti. Decenni dopo, l’esposizione prolungata a queste fibre ha causato una serie di patologie oncologiche tra i dipendenti, creando un dramma sanitario che ancora oggi colpisce le famiglie dei lavoratori.
Ultimi decessi tra gli ex dipendenti dell’Isochimica
Questa mattina è venuto a mancare Carmelo Picariello, 69 anni, residente ad Avellino e veterano scoibentatore dell’azienda. Si tratta della sesta vittima recensita nel 2026, facendo salire il conteggio totale a 42 morti per tumori correlati all’amianto. La sua scomparsa rievoca il lungo silenzio che ha avvolto le malattie legate a questo materiale, spesso diagnosticate in fase avanzata, e riaccende il dolore di chi ha perduto genitori, nonni o fratelli a causa di una esposizione professionale evitabile.
Il caso Ciro Nevola
Il 8 ottobre scorso, all’età di 76 anni, è deceduto Ciro Nevola, ex addetto all’infermeria dell’Isochimica. Anche lui, pur non operando direttamente nella scoibentatura, ha lavorato a stretto contatto con le aree contaminate, dove la presenza di fibre di amianto era diffusa. La sua morte aggiunge un altro nome alla lunga lista di vittime e sottolinea come l’esposizione fosse pervasiva, interessando non solo gli operai di linea ma anche il personale di supporto.
Il procedimento giudiziario in corso
Nel tribunale di Napoli, la Corte d’Appello sta esaminando una causa che coinvolge più di duecento parti civili, tra cui le famiglie dei deceduti e dei malati. Il processo nasce da un provvedimento del Tribunale di Avellino, che, in primo grado, aveva già imposto dieci anni di reclusione a quattro persone: due ex dipendenti delle Ferrovie dello Stato e due dirigenti dell’Isochimica responsabili della gestione dei rischi occupazionali. Le condanne testimoniano la responsabilità penale dell’azienda e dei soggetti coinvolti nella mancata tutela della salute dei lavoratori.
Trattative con Ferrovie dello Stato e prospettive di risarcimento
Parallelamente al procedimento penale, è avviata una complessa trattativa con le Ferrovie dello Stato per definire un accordo transattivo volto al risarcimento economico delle vittime. Finora le negoziazioni non hanno prodotto alcun risultato concreto, lasciando le famiglie in una posizione di attesa e incertezza. Le parti cercano una soluzione che possa coprire le spese mediche, i danni morali e le perdite di reddito, ma la durata delle discussioni testimonia le difficoltà inerenti a riconciliare le richieste di risarcimento con le posizioni difensive dell’azienda.



