Un colpo di scena nel processo alla camorra di Napoli Est. Le condanne per i boss del cartello RealeRinaldi-Formicola-Silenzio sono state ridotte in appello, con alcune assoluzioni che hanno sorpreso gli osservatori. Il cartello criminale, attivo per decenni nella periferia orientale di Napoli, ha visto cambiare le sorti dei suoi principali esponenti grazie a strategie difensive ben articolate.
Tra i casi più eclatanti c’è quello di Giuseppe Savinosoprannominato il re del gasolioche è stato assolto dopo una condanna in primo grado a 10 anni e 6 mesi. Anche Domenico Gianniellonoto come reduceha visto cadere la condanna di 10 anni. Questi risultati sono stati ottenuti grazie al lavoro degli avvocati Leopoldo Perone e Luca Cincioni.
Le riduzioni più significative
Un altro risultato di rilievo è quello di Antonio Mariglianodetto o silanodifeso dagli avvocati Salvatore Impradice e Stefano Montone. La sua pena è passata da 15 anni e 8 mesi a 4 anni e 6 mesi, una riduzione più che dimezzata. Anche Vittorio Folliero ha visto la sua condanna ridotta da 10 anni a 6 anni e 8 mesi, mentre Antonio Milodifeso dall’avvocato Leopoldo Peroneè passato da una condanna a 6 anni e 10 mesi.
Mario Realedifeso dall’avvocato Mauro Zolloha visto la sua pena ridotta da 16 anni a 10 anni. Le condanne per Pasquale Espositonoto come detersivoe Vincenzo Silenzio sono invece state confermate.
Il maxi blitz del maggio 2026
Gli imputati erano stati arrestati nel maxi blitz del maggio 2026che aveva portato a 37 arresti nei clan RealeRinaldiFormicola e Silenzio. Gli arrestati erano indiziati di associazione per delinquere di tipo mafiosotentato omicidioestorsionedetenzione e porto di armi da fuoco aggravati.
Le indagini della Squadra Mobile avevano ricostruito l’esistenza del cartello criminale Rinaldi-Reale-Formicolaoperante principalmente nel quartiere San Giovanni a Teduccio ma con ramificazioni in altre zone della città di Napoli. Il cartello agiva nell’ambito della sfera di influenza dell’Alleanza di Secondiglianoin contrapposizione con il clan Mazzarella.
Gli scontri con i Mazzarella
Le indagini hanno ricostruito, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i riscontri, l’operatività del cartello e gli scontri armati con il clan Mazzarella. Questi scontri, avvenuti dalla seconda metà del 2014 fino al 2019, erano finalizzati al controllo delle attività illecite nell’area orientale della città, nelle zone di Piazza Mercato e Porta Nolananonché a San Giorgio a Cremano e Portici.



