L’Italia si prepara a ospitare gli Europei di calcio del 2032 insieme alla Turchia, e la corsa per accaparrarsi le partite è più che mai accesa. Alla scadenza del 31 luglio, tredici città italiane hanno presentato i loro dossier alla Figc mettendo in campo un totale di sedici stadi. La sfida ora è dimostrare di essere all’altezza degli standard richiesti dall’Uefa.
Tra le città candidate spiccano nomi di prestigio come RomaMilanoNapoli e Torino ma anche realtà meno conosciute a livello internazionale come LecceSalerno e Palermo. Ogni città ha presentato progetti ambiziosi, con l’obiettivo di convincere la Federazione e l’Uefa della propria capacità di ospitare un evento di tale portata.
Le città candidate e i loro stadi
La Figc ha ricevuto dossier da BariBolognaCagliariFirenzeGenovaLecceMilanoNapoliPalermoRomaSalernoTorino e Verona. Tra queste, Roma si distingue per aver presentato ben tre impianti: il rinnovato Olimpico il nuovo stadio della Roma a Pietralata e il Flaminio anche se quest’ultimo progetto è ancora in una fase molto preliminare.
Napoli ha presentato due stadi: il nuovo Maradona finanziato da Comune e Regione, e lo stadio di proprietà del club azzurro, sostenuto con forza dal presidente Aurelio De Laurentiis. Tuttavia, le possibilità che quest’ultimo venga scelto sono molto basse, almeno per le tempistiche attuali.
Anche Milano ha diverse opzioni in campo, con il futuro stadio di Inter e Milan e una possibile soluzione legata all’attuale Meazza. La scelta finale spetterà alla Figc, che dovrà valutare attentamente ogni dettaglio.
L’iter di selezione e i requisiti
La documentazione presentata dalle città sarà ora esaminata nell’ambito di un’istruttoria tecnica volta a verificare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi richiesti dall’Uefa. La Figc, guidata da Giovanni Malagò dovrà individuare entro settembre i cinque stadi principali e alcune possibili riserve, prima di consegnare all’Uefa entro il 1° ottobre una lista capace di dimostrare che i cantieri potranno essere completati in tempo per il 2032.
Secondo le ricostruzioni, l’Allianz Stadium di Torino è al momento l’unico impianto italiano già pienamente in linea con i requisiti richiesti. L’Olimpico di Roma il nuovo stadio milanese e il Franchi di Firenze vengono considerati tra i progetti più avanzati, ma la Figc dovrà basare le proprie decisioni sulle garanzie contenute nei dossier e non soltanto sul prestigio delle città candidate.
La pressione dell’Uefa
La pressione dell’Uefa resta alta. Ad aprile, il presidente Aleksander Ceferin aveva avvertito che il ruolo dell’Italia come Paese organizzatore sarebbe stato messo in discussione in assenza di interventi concreti sugli stadi. Solo sei impianti italiani, secondo dati PwC citati da Reuters sono stati costruiti o profondamente rinnovati tra il 2007 e il 2026, un numero molto inferiore rispetto a Germania, Inghilterra e Francia.
Nonostante le sfide, il primo passaggio è stato comunque superato: tutte le città interessate hanno messo sul tavolo progetti e garanzie. Adesso comincia la selezione vera e propria, che vedrà le città italiane competere per un posto nella storia del calcio europeo.



